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Recoaro Terme (Recoaro in veneto[4]) è un comune italiano di 5 791 abitanti[1] della provincia di Vicenza, situato nell'alta Valle dell'Agno, sul fondo di una conca (nota anche come Conca di Smeraldo) a 445 metri sul livello del mare, ai piedi delle Piccole Dolomiti. Recoaro Terme comune   LocalizzazioneStato ItaliaRegione VenetoProvincia VicenzaAmministrazioneSindacoArmando Cunegato (centro-sinistra) dal 21-9-2020TerritorioCoordinate45°42′N 11°14′EAltitudine448 m s.l.m.Superficie60,15 km²Abitanti5 791[1] (30-9-2025)Densità96,28 ab./km²FrazioniFongara, Merendaore, Parlati, Rovegliana, Recoaro MilleComuni confinantiAla (TN), Altissimo, Crespadoro, Selva di Progno (VR), Torrebelvicino, Valdagno, Vallarsa (TN), Valli del PasubioAltre informazioniCod. postale36076Prefisso0445Fuso orarioUTC+1Codice ISTAT024084Cod. catastaleH214TargaVICl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]Cl. climaticazona E, 2 879 GG[3]Nome abitantirecoaresiPatronosant'Antonio abateGiorno festivo17 gennaioCartografia   Recoaro Terme Posizione del comune di Recoaro Terme all'interno della provincia di VicenzaSito istituzionale «Recoaro, come paesaggio, è una delle più belle esperienze; e questa sua bellezza io l'ho inseguita prodigandovi con zelo e fatica. La bellezza della natura, come ogni altra bellezza, è gelosa, e vuole che si serva lei sola» (Friedrich Nietzsche, dalla lettera a Peter Gast del 17 giugno 1881) Recoaro è celebre per le proprie acque minerali: l'oligominerale Lora è commercializzata, mentre le altre acque minerali sono utilizzate nelle terme delle Fonti Centrali dalla loro scoperta nel 1689. Geografia fisica  Origini del nome Storia modifica La zona di Recoaro venne abitata nel corso del XIII secolo da dei coloni germanici: il primo documento ufficiale che nomina la "villa" di Rovegliana risale al 1262. La frazione fu inizialmente il centro principale della conca, data la posizione favorevole, esposta al sole, rialzata sulle colline, mentre il capoluogo, pur abitato, si sviluppò in seguito. Nel XIV secolo la zona del vicentino fu sottoposta alle signorie prima degli Scaligeri e quindi dei Visconti, finché nel XV secolo non subentrò la Repubblica di Venezia, che mantenne il proprio predominio fino al XVIII secolo. Tracce della dominazione veneziana si possono trovare nel leone di San Marco, originariamente posto a Rovegliana e oggi conservato in municipio, e in tracce di disboscamento nella zona di Recoaro Mille. Importante fatto nella storia di Recoaro fu la scoperta delle acque minerali nel 1689, ad opera del conte Lelio Piovene (da cui la sorgente prese il nome di Lelia). Nel Settecento Recoaro conobbe un primo sviluppo a causa del termalismo,[5] ma fu solo nell'Ottocento che il paese ebbe una vera e propria crescita legata allo sfruttamento curativo delle acque. Nel frattempo, seguendo le sorti del Lombardo-Veneto, al crollo della Serenissima il territorio comunale era passato all'Impero Asburgico, sotto la cui giurisdizione rimase fino al 1866. Nonostante lo sfruttamento delle acque termali e lo sviluppo turistico (con medie di 8-9000 visitatori all'anno nell'Ottocento e di 10-15000 nei primi del Novecento), la maggioranza della popolazione viveva ancora di un'agricoltura di sussistenza, molto povera a causa dell'ambiente montano. Solo lo sfruttamento commerciale dell'acqua minerale tramite lo stabilimento di imbottigliamento fra le due guerre mondiali pose le basi per uno sviluppo economico che ebbe il suo apice nel secondo dopoguerra. Durante la seconda guerra mondiale Recoaro fu anche sede del comando nazista del gruppo d'armate C, sotto la guida del feldmaresciallo Albert Kesselring, sostituito dal generale colonnello Heinrich von Vietinghoff nel marzo 1945. Le truppe tedesche occuparono molti edifici, fra cui anche le Fonti, che vennero bombardate dagli Alleati il 20 aprile 1945. L'attacco rase al suolo il complesso termale e decretò la resa degli occupanti e la fine nel territorio della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1952 fu avviata la seggiovia che dal centro del paese porta alle località di sport invernali; rimasta aperta fino al 1990, fu sostituita nel 1995 con una nuova e moderna cabinovia. La stagione sciistica del 1967 fu inaugurata con la nuova seggiovia che collega Recoaro Mille con le discese di Monte Falcone. Nel 1950 a opera dell'architetto Giuseppe Vaccaro fu edificata la chiesa arcipretale dedicata a sant'Antonio Abate