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12PORTE - 12 febbraio 2026: Storie diverse, un’unica chiamata: l’incontro dei catecumeni adulti con il Cardinale Zuppi Sabato scorso il Cardinale Zuppi ha incontrato quindici dei sedici catecumeni adulti che nella prossima Pasqua riceveranno i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia attraverso i quali diventeranno membri della Chiesa cattolica. Un momento semplice e intenso, segnato soprattutto dall’ascolto: ciascuno di loro infatti ha raccontato, in pochi minuti, il proprio cammino verso la fede cristiana. Storie lontane tra loro per origine, cultura ed esperienze di vita, ma sorprendentemente convergenti nel punto di arrivo. Il Cardinale ha ringraziato uno ad uno i catecumeni, sottolineando come le loro testimonianze mostrino che Dio entra nella vita delle persone in modi sempre diversi, ma parla davvero al cuore di ciascuno. C’è la storia di chi è arrivato in Italia coi barconi o con altri mezzi di fortuna, passando attraverso lavori precari e continui spostamenti. Accolto in una comunità dove viveva un sacerdote, ha iniziato quasi in silenzio: vicino alla porta della cappella, attratto dalla Messa e dalla figura di Cristo, fino a riconoscere in quella attrazione una chiamata. Molti racconti parlano di un incontro graduale, spesso nato nelle difficoltà. Elvin, dall’Albania, senza alcuna educazione religiosa, ma con una specie di attrazione per Padre Pio; ha la vita segnata da due gravi incidenti stradali e che lo portano a riconoscere una presenza che lo ha sempre accompagnato. Rosetta, cresciuta in Albania sotto il regime comunista, ricorda una fede sussurrata in casa dalla mamma, un’immagine di Santa Rita che porta con sé, un senso di pace che l’ha condotta al desiderio del Battesimo. Alcuni hanno riscoperto la fede partendo dai figli. Estel, dalla Costa d’Avorio, giunta in Italia per lavori precari, decide di chiedere il Battesimo per la figlia: seguendo il percorso per lei, comprende progressivamente la fede e chiede di ricevere lei stessa i sacramenti. Altre storie parlano di maternità difficili, come quella di Joy, nigeriana, che ha trovato nella comunità cattolica un senso di famiglia e nella Messa domenicale una forza nuova per affrontare la vita. Non mancano i giovani: Matteo, 18 anni, liceale, arriva alla fede leggendo prima il Corano per curiosità culturale e poi la Bibbia, scoprendo in quell’amore annunciato dalle Scritture la risposta che cercava. Si fa aiutare dalla prof di religione e chiede al suo compagno di classe di fargli da padrino. Un altro Matteo, ateo convinto fino a pochi anni fa, entra quasi per caso in un coro parrocchiale e, passo dopo passo, scopre il valore della preghiera e della Parola. Colpiscono anche i cammini di chi ha dovuto rompere con il proprio passato religioso. Samuele, cresciuto tra i Testimoni di Geova, racconta il prezzo pagato per la sua scelta: l’isolamento, la freddezza dei familiari, ma anche il superamento di tanti pregiudizi e la scoperta, nella Messa cattolica, di una vicinanza a Dio mai sperimentata prima. Altri provengono da famiglie evangeliche o protestanti e parlano di una “ricchezza in più” trovata nella Chiesa cattolica. Al termine dell’incontro emerge un filo comune: nessuno parla di una decisione improvvisa o ideologica. Tutti raccontano un cammino fatto di domande, ferite, incontri, letture, silenzi e preghiera. Gli amici sono stati per molti l’aiuto determinante, in alcuni casi si tratta di amici del cielo: Padre Pio, Sant’Antonio, Santa Rita che in qualche modo di sono resi presenti nella loro vita. Con l’inizio della Quaresima, per questi catecumeni comincerà la preparazione più prossima alla vita cristiana. La Pasqua non sarà per loro solo una data liturgica, ma il compimento di una storia in cui, come ha ricordato il Cardinale, Dio ha saputo farsi trovare.