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Gerola Alta è uno dei centri orobici più conosciuti e belli. Sita fra alta e bassa valle, a 1050 metri, rappresenta il baricentro della Valle del Bitto di Gerola, la più occidentale delle due grandi e celeberrime valli del Bitto (l’altra è quella di Albaredo). Per salire a Gerola, bisogna imboccare, a Morbegno, la strada ex statale 405, ora strada provinciale, della Val Gerola. Le più belle montagne della valle, famose per la loro conformazione che ricorda i profili dolomitici, sono poste nei crinali che separano la Val di Fenile dalla Valle della Pietra. Fra le foppe di Pescegallo e la val Tronella si innalza la Rocca di Pescegallo, conosciuta anche con la denominazione di Denti della Vecchia “filùn de la ròca” o “dénc’ de la végia”), un insieme di cinque torrioni il più alto dei quali viene chiamato localmente “la ròca” (m. 2125). Fra le bellezze naturali del territorio di Gerola non vi sono, però, solamente le cime, ma anche i laghi, alcuni dei quali, di origine naturale, sono stati sbarrati per costituire bacini artificiali per la produzione di energia elettrica. L’alta valle propone, infatti, da est il lago di Pescegallo (“làch de péscégàl”, m. 1865, oggi bacino artificiale), alle conche del lago di Pescegallo (“péscégàl dal làach”), il lago di Trona (“làc de trùna”, m. 1805, oggi bacino artificiale), in Valle di Trona, il loago Zancone (“làch sancùn”, m. 1856), poco a monte del precedente, nella medesima valle, il bellissimo lago Rotondo (“làch redont”, m. 2256), su un terrazzo glaciale della val Pianella (alta Val di Trona) ed il lago dell’Inferno (“làch l infèren”, oggi bacino artificiale, m. 2085), all’imbocco della valle omonima. Appena a sud dei confini di Gerola si pongono, infine, il lago dei Piazzotti ed alcuni microlaghetti vicini, nell’altipiano dei Piazzotti. Gerola deve il suo nome alla ghiaia, in dialetto locale gera, dei quasi detriti venne riempita durante una distruttiva piena del torrente Bitto[2] dal quale è attraversata. Il paese ha diverse frazioni: Valle, Nasoncio, Fenile, Pescegallo posto a 1425/1450 metri d'altezza, Castello, Ravizze, Case di Sopra e Laveggiolo, posto a 1500 metri d'altezza. A Pescegallo vi è una stazione turistica di sport invernali con due impianti di risalita per la pratica dello sci alpino, ma la zona è nota soprattutto per la pratica dello sci alpinismo. Grande rilevanza ha la festa del formaggio bitto, con la tradizionale sagra, che si tiene ogni anno la terza domenica di settembre, e richiama centinaia e centinaia di persone da tutta la Lombardia, e anche oltre. Allevatori e furmagiàt espongono sulle bancarelle innumerevoli forme del famoso formaggio, con cui si fa la polenta taragna. Per gli escursionisti dal parcheggio di Pescegallo (1.454 m), è possibile raggiungere a piedi oppure in seggiovia il rifugio Salmurano (1.848 m) e proseguire verso il passo Salmurano (2.017 m), che congiunge la Valle del Bitto di Gerola alla Val Brembana. Informazioni tratte da Paesidivaltellina.it