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🔔 ISCRIVITI AL CANALE E ATTIVA LA CAMPANELLA RIVISONDOLI - MONTE PRATELLO Rivisondoli è un comune italiano della provincia dell’Aquila in Abruzzo. È un noto centro turistico, rinomato per la pratica degli sport invernali e per le escursioni naturalistiche. Questo antico borgo medievale fortificato infatti posto ad una altitudine di 1.320 m. s.l.m., sorge, in un contesto ambientale splendido, sull'altopiano delle Cinque Miglia, ai piedi del Monte Calvario (1.743 m.). Insieme alla vicinissima Roccaraso forma uno dei più noti, attrezzati e frequentati comprensori sciistici dell'intero Appennino. Il territorio comunale, sul quale è dislocata una popolazione di circa 700 abitanti (quasi tutti residenti nel capoluogo), fa parte del Parco Nazionale della Majella. Il centro storico conserva un patrimonio storico-artistico recente, poiché il devastante terremoto del 1706 e un successivo pauroso incendio verificatosi verso la fine del XVIII secolo distrussero quasi interamente il nucleo abitato più antico. Il monumento più importante del paese è la scenografica chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari, riedificata nel 1931 sullo stesso luogo dove sorgeva la precedente. Rivisondoli ha acquistato fama, nel corso degli anni, per la celebre rappresentazione del "Presepe vivente", la cui prima edizione risale al lontano 1951. La manifestazione, una delle più suggestive d'Abruzzo, alla quale assistono migliaia di turisti, si svolge il 5 Gennaio di ogni anno e la figura del Bambino è riservata all'ultimo nato del paese. La presenza dell'uomo durante la preistoria è dimostrata da strumenti litici ritrovati nel territorio comunale e da tratti di mura poligonali (oggi non più visibili) che furono rinvenute in località Serra Castellaccio. Non sono stati ritrovati reperti che possano attestare la presenza di un abitato in età romana. La prima citazione storica di esso risale solo al 724 ed è rappresentata da un cenno contenuto nel Diploma di Grimoaldo II duca di Benevento, che fa riferimento a un Rigu Sundulum. Tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII, il paese andò acquistando la tipica fisionomia di borgo arrampicato, praticamente avvinghiato alla roccia, centrale rispetto alle aree coltivabili ed alle zone adibite a pascolo che tornavano ad essere decisive per l'economia ed il progresso sociale del luogo, il quale, finita l'epoca delle invasioni, cominciava di nuovo a fiorire grazie alla ripresa della transumanza. Il nucleo del borgo arroccato che sempre di più si sviluppò dal 300 in poi è ancora oggi evidente e presenta una struttura urbana raccolta, con edifici che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine a scalinate che assecondano perfettamente il ritmo del pendio, e provvisto di un particolare tipo di cinta muraria (case a schiera). Nacque in quel periodo la primitiva ed ormai scomparsa chiesa parrocchiale di Santa Maria a Fonte o dell'Ospedale. Essa si ergeva di fianco all'"albero della fonte", un olmo altresì non più esistente, che si riteneva prova dell'origine longobarda del comune, ed alla piccola ma monumentale fontana che oggi è l'unica superstite vestigia dell'antica parrocchia. La storia del paese continuò più o meno tranquilla durante i secoli fino agli albori del '700, in cui si consolidò anche l'Università, di tipo feudale (baronia), che appartenne ai Cantelmo di Popoli fino all'estinzione di questa grande famiglia. La tranquilla vita del piccolo centro venne però turbata dai terremoti del 1703 e del 1706, che determinarono il crollo della gran parte delle costruzioni; nonostante ciò la popolazione non si perse d'animo e ricostruì il paese dalle fondamenta, dimostrando una determinazione che si manifestò anche dopo il rovinoso incendio del 1792 ed il catastrofico terremoto del 1915. Un altro stravolgimento di non lievi proporzioni fu l'abolizione del regime feudale, che contribuì a liberare ulteriormente le forze produttive e l'intraprendenza della popolazione e a far virare l'economia della pastorizia transumante a quella della pastorizia stanziale, che favorì la nascita di un ceto di contadini e pastori agiati. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 cominciò un'altra fase ancora, con l'inserimento sulla linea ferroviaria Sulmona-Isernia e l'arrivo di Re Vittorio Emanuele e della sua famiglia, che nel 1913 furono ospitati nell'elegante edificio ottocentesco dell'Albergo degli Appennini, attualmente conosciuto come "Residenza Reale". La venuta dei reali contribuì a fare diventare Rivisondoli una delle più note stazioni sciistiche e favorì l'arrivo di sempre maggiori quote di turisti ed appassionati della montagna. • SOCIAL 📱 Instagram : @alessandroucci80 https://bit.ly/3xzJMD5 Riprese: Drone Dji mini 2 Montaggio: InShot PRO #DRONE #RIVISONDOLI #ABRUZZO