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Biblioteche d'Italia è un viaggio alla scoperta della bellezza di libri e manoscritti: sul canale Instagram @bibliotecheditalia ogni settimana un reportage realizzato dal Ministero della Cultura con l'Agenzia di Stampa Dire per conoscere il patrimonio delle biblioteche statali. La seconda tappa dell'itinerario è alla Biblioteca Universitaria di Cagliari: istituita nel 1764 e aperta al pubblico nel 1792, è considerata la più importante della Sardegna, con oltre 600mila unità bibliografiche, tra cui 6.103 manoscritti, 5.227 testate di giornali e riviste, 238 incunaboli, 6.500 disegni, stampe, carte geografiche e cartoline. Visitare la biblioteca non è solo un'immersione tra le bellezze di Palazzo Belgrano, monumentale complesso architettonico del '700 nello storico quartiere Castello, ma rappresenta per i lettori più curiosi un inaspettato viaggio tra gli 'inganni' della Storia: qui sono infatti ospitati i falsi più famosi nella storiografia sarda. Le "Carte d'Arborea", «inizialmente datate nel 1200, furono create artificialmente a metà del XIX secolo dell'archivista Ignazio Pillito. Si tratta di documenti, cronache e poesie scritte in latino, italiano e soprattutto in un linguaggio fantastico, una inesistente lingua sarda medievale» racconta il direttore della Biblioteca, Martino Marangon, che riporta inoltre le parole del famoso storico Marc Bloch: «Il falso non può essere qualcosa di cui sbarazzarsi, come pensavano i positivisti, perché è anch'esso un'informazione storica». Guarda il documentario sulla Biblioteca Universitaria di Cagliari e segui il viaggio nei 46 Istituti statali italiani: il prossimo appuntamento è giovedì 28 ottobre con la Biblioteca Universitaria di Parma.