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Torniamo al 1985, quando Aprilia decide di entrare nel mondo del motomondiale e a guidare questa splendida sfida troviamo un personaggio a noi noto, ovvero Loris Reggiani. Da qui nasce la prima creatura della nostra storia: L’aprilia AF1 50. Monocilindrica a 2 tempi, raffreddata a liquido con miscelatore automatico e cambio a 4 velocità, montava come motore un Minarelli RV alimentato da un carburatore DEll’orto 14/12 e una ciclistica da moto da corsa con forcella teleidraulica a perno centrale, 2 freni a disco, monoammortizzatore idraulico e telaio a doppia trave ad alta resistenza. Seguirono modelli come l’AF1 50 project 108 e la Futura prima serie. Aprilia diede poi vita a qualcosa di ancora più serio: l’AF1 125. Motore Rotax 127 a 2 tempi, raffreddamento a liquido, miscelatore automatico, carburatore Dell’orto 26, 6 marce e ben 27 cv per una velocità massima di 158 km/h. In occasione della vittoria al GP di Misano in classe 250, nel 1988 esce l’AF1 Replica Loris Reggiani, uguale alla versione base, ma con la colorazione della squadra corse e con piccole modifiche estetiche oltre all’aggiornamento estetico rispetto all’anno precedente e al carburatore dell’Orto che sale a 34 aiutando la potenza a crescere fino a 29,2 cv. Sempre nell’88 esce la seconda serie chiamata Sintesi con forcella a steli rovesciati da 38 mm, pneumatici da 100 all’anteriore e 130 al posteriore, nuovi cerchi da 17”, nuovo disco anteriore e nuovo motore Rotax 123 con l’adozione del contralbero e della nuova valvola RAVE2 allo scarico, più lineare, migliorando la gestione dei suoi 29 cv che portano Aprilia a toccare i 167 km/h. L’AF1 Sintesi Replica prende il posto della sua coetanea nel 1989 adottando una valvola di scarico a controllo elettronico e non più pneumatico, cupolino, piastra di sterzo, strumentazione e serbatoio dal disegno nuovo; nuova taratura delle sospensioni, 130 kg a secco, nuova espansione ridisegnata e taratura aggiornata al carburatore da 28; proponendosi al prezzo di 5.690.000 lire L’ultimo modello “Sintesi” viene presentato ad Ottobre dell’89 in versione SP, rinominata Sport, dotata di serie di carburatore da 34 mm, pensata come base pronto campionato con una potenza di ben 32,2 cv. Nel ’91 esce la Replica, con forcelle da 40 mm, copertura anteriore da 110/70 invece del 100/80, porcellone nuovo per montare il 140/70 al posteriore, nuovi cerchi e colorazione del reparto corse. Ultima della Famiglia, nel 1992 chiude il cerchio la Futura Sport Pro 125; che vede unicamente l’aggiornamento estetico e aerodinamico. Arriva il 1992 e sull’onda dei risultati sportivi, Aprilia decide di rinnovarsi su strada, grazie anche al primo titolo iridato in classe 125 con Alessandro Gramigni che batte Gresini su Honda ed il secondo posto con Reggiani in classe 250. Nasce così, la prima Aprilia RS. Abbreviazione dal tedesco RennSport, corrispettivo di Corse in italiano, l’RS seguiva il filone delle velocissime 125 stradali sostituendo l’AF1 e portando le tecnica ad un nuovo livello. La prima versione venne nominata RS Extrema. Il motore rimane il Rotax 123, modificato con una testa leggermente più compressa e carter con una fusione migliorata. Allo stesso tempo arriva anche la 50cc caratterizzata dal cerchio da 16” all’anteriore e dalla sospensione monobraccio al posteriore, con trasmissione ed impianto frenante posizionati sul lato sinistro della ruota. Nel ’94 vengono riviste la compressione della testa e l’idraulica della forcella, sulla versione R e sulla colorazione replica Chesterfield, data anche dai successi di Max Biaggi, dando il via alle versioni Sport Pro. E così si arriva al giro di boa, l’anno 1995 dove Aprilia sfodera tutto il suo potenziale rinnovando la 125 ed introducendo la leggendaria RS 250. Con la 125 si vede un rinnovo estetico, linee più morbide e nuovi fari assieme all’adozione di un nuovo motore il Rotax 122, con impianto di accensione ad anticipo variabile (SEM), un nuovo alternatore trifase e un rinnovato impianto frenante. Riprendeva totalmente le linee dell’RSW da campionato e rimase in produzione in questa configurazione fino al 98 acquisendo anche la colorazione Replica Rossi, che iniziò a vincere nel mondiale sulla 125 l’anno prima. Sulla 250 invece si giocava più pesante, equipaggiata con motore derivato dalla rivale Suzuki RGV Gamma 250, ma rivisto per avere più potenza agli alti. 61 cv a 11000 giri, doppio carburatore Mikuni da 34, 150 kg di peso a secco la lanciavano a 205 km/h diventando un’icona nelle sue colorazioni Nera Chersterfield, Replica e Argento. Arrivando al 1998 si raggiunge forse la serie più longeva di tutte con la terza versione ispirata totalmente al modello della categoria regina del mondiale. L’ultima serie viene presentata nel 2005, rimanendo in produzione fino al 2013, con un’estetica totalmente rivista ed ispirata alla grande RSV1000 di quegli anni.