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L'origine del nome Vivara, di cui è attestata altresì la forma Bivaro, è stata ed è oggetto di discussione; alcuni linguisti preferiscono riprendere la desueta denominazione Vivaro. La tesi più accreditata vorrebbe che il toponimo derivi dal latino vivarium, cioè 'vivaio, luogo in cui si allevano mitili, anguille o altri animali marini'; d'altra parte anche la vicina Lacco Ameno sembra portare lo stesso nome, anche se qui trova più antica origine nella lingua greca (λάϰϰος, appunto 'lago, laguna, vivaio'). Un'ulteriore ipotesi vede l'origine del nome in una distorsione di quello del primo proprietario dell'isola nel XVII secolo, il duca di Bovino, Giovanni de Guevara. Si è perfino osservato, rifendosi a una derivazione celtico-sassone, che il termine significherebbe castoro, e che a Vivara fosse un tempo diffusa l'arvicola acquatica europea (Arvicola amphibius), roditore vagamente simile al castoro. L'isola misura circa 0,4 km² e ha un perimetro di circa 3 km con una forma a mezzaluna; il punto più elevato misura 110 metri sul livello del mare ed è situato al centro dell'isolotto. Vivara è sottoposta alla giurisdizione amministrativa del Comune di Procida, cui è collegata da un ponte non carrozzabile che sostiene la condotta idrica che rifornisce Ischia. È attualmente disabitata ed è una riserva naturale statale. Il suo litorale è inoltre compreso nell'Area marina protetta Regno di Nettuno. I punti estremi sono la punta di Mezzogiorno a Sud e la punta Capitiello a Nord, rivolta verso l'isola di Procida. La punta d'Alaca, ad Ovest, definisce il punto più stretto del canale d'Ischia, mentre tutta la costa orientale, ripida e scoscesa, viene chiamata La Carcara con riferimento ad un impianto di cui rimangono scarse tracce. Formazione dell'isola L'isola costituisce il margine occidentale di un cratere vulcanico originatosi circa 55000 anni fa, oggi sommerso, delimitato sul lato orientale dal promontorio di Santa Margherita nell'isola di Procida. Sicuramente ancora in epoca romana Vivara era collegata all'isola di Procida da una stretta falesia, oggi scomparsa, sul lato settentrionale del cratere. Lo specchio d'acqua circolare corrispondente al cratere, compreso tra Vivara e Procida è denominato golfo di Genito.