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Pertica Bassa (BS) fraz. Levrange - Ex chiesa parrocchiale di San Martino V., attuale parrocchia di San Rocco - Concerto di 8 campane in Sol3 C. Filippi 1968/1972 - Concerto solenne ad 8 campane per la S. Messa festiva. Ringrazio molto il sacrista ma soprattutto l'amministratore parrocchiale per la disponibilità e la pazienza. Lo sviluppo economico e sociale del paese portò anche all'autonomia ecclesiastica con l'erezione della parrocchia sancita con bolla pontificia di papa Clemente VII del 29 luglio 1530. Ad una sola navata la chiesa ha tre altari; l'altare maggiore è dedicato alla Madonna Ausiliatrice; l'altare di sinistra al SS. Crocefisso, e l'altare di destra alla Vergine, raffigurata in una pala mediocre che Pietro Mera dipinse in Venezia nel 1632. Il campanile reca nell'interno la data 1776, forse l'anno degli ultimi restauri. Per voto di peste ma anche per comodità essendosi il paese spostato in posizione più alta ed aprica, i Levrangesi costruirono probabilmente verso la metà del sec. XVI una chiesa dedicata a S. Rocco, divenuta poi la parrocchiale. Qui il vescovo Bollani trovava già nel 1565 eretto un battistero per casi di necessità. La chiesa aveva una sagrestia tre altari e a quello maggiore era legata una confraternita del SS. Sacramento. La chiesa nel 1573 era già terminata. Accanto ad essa nel 1611 venne eretto un alto e robusto campanile come ricorda una lapide «Levrangenses Hoises (cioè homines) F.F. Anno DNI MDCXI. La costruzione del campanile indica che già da quegli anni, come ricordano gli atti delle visite pastorali, la chiesa di S. Rocco fungeva da chiesa parrocchiale. Sviluppandosi il paese e arricchitosi attraverso l'arte dell'intaglio e i commerci di "ferrarezze", nel 1686 su area donata e con finanziamenti di Gaspare Zambelli, la chiesa venne ricostruita più ampia e bella e poi arricchita di un altar maggiore in marmo di Rezzato con paliotto e balaustre finemente intarsiate, sormontato da una ricca soasa in legno eseguita dai maestri Francesco e Antonio Pialorsi nel 1732-34. La pala, ottima esecuzione di autore ignoto, raffigura la Vergine con Bambino circondata dai Santi Martino Vescovo, Rocco e Sebastiano. Ai lati della soasa, in una cornice di fiori e di angeli, le due statue a tutto tondo dei Martiri bresciani Faustino e Giovita, coi simboli del martirio e della fede. Nel cimiero il trionfo di S. Rocco, motivo unico nelle nostre chiese, coronato da un nembo di putti alati. Fu questo altare che il card. Querini ebbe ad ammirare quando 1'8 settembre 1734 consacrò la chiesa, come ricorda la seguente lapide: «Templum, Hoc / Gaspari Zambelli / Aere constructum / dedicatum fuit Ab. E.mo A.M.G. Quaerini / episcopo Brixiae Die 8 septembris 1734». In seguito vennero costruiti altri quattro altari laterali, tutti opera dei Boscaì: degli altari laterali a destra: l'uno rappresenta la Vergine con S. Giuseppe in una felice composizione di colori e figure che la attribuiscono al Romanino. In alto, nel cimiero, è dipinta la SS. Trinità; l'altro rappresenta la Vergine con Santi. Anche questo altare nel cimiero porta una tela attribuita al Mombello, raffigurante la offerta dei Magi. Degli altari laterali a sinistra: il primo è dedicato alla Madonna del Rosario; il secondo alla Madonna di Fatima, elegante e devoto gruppo scultoreo della ditta Poisa di Brescia, sistemato nel 1952, che rinnova l'apparizione della Regina celeste ai tre pastorelli portoghesi. L'organo attuale venne costruito nel 1836-1838 da Felice Cadei di Chiari, rinnovato più volte e radicalmente nel 1907 dalla ditta Bianchetti e Facchetti. Restauri e pavimentazione nuova vennero eseguiti nel 1908 per iniziativa del parroco da Angelo Turri che fece costruire anche il pulpito. La chiesa è stata affrescata nel 1926 dai pittori Giuseppe e Vittorio Trainini di Mompiano, mentre gli stucchi sono opera dei Peduzzi di Brescia. Sul presbiteri è riprodotta l'Incoronazione della Vergine, e sulla volta a botte della navata i Santi protettori del paese: S. Sebastiano, S. Martino e S. Rocco. Nel 1951-1952 il laboratorio di arte sacra dei fratelli Poisa di Brescia restaurò per iniziativa del parroco don Luigi Bresciani tutti gli altari in legno. L'artigiano locale Luigi Ebenestelli costruì la bussola. La chiesa è arricchita di suppellettili e di paramenti fra cui uno di broccato finissimo e di rara preziosità. Lesionata dal disastro ecologico del dicembre 1959 la chiesa venne ricostruita su terreno molto solido dal 1963 al 1967 nelle precedenti linee barocche e di nuovo consacrata dal vescovo mons. Morstabilini il 1° ottobre 1967. In essa sono state trasportate tutte le opere lignee della precedente chiesa e i capolavori dei Boscaì hanno ritrovato la loro atmosfera preziosa. Per iniziativa del parroco don Andrea Stoppani, la chiesa venne restaurata e abbellita nel 1948. Testo tratto dal sito: "www.enciclopediabresciana.it".