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A cura di Fabrizio Villa In attesa della primavera, godiamoci ancora per poco le costellazioni invernali del Toro, di Orione, dell’Auriga, dei Gemelli, ancora visibili nella prima parte della notte con le loro splendide nebulose e i ricchi ammassi stellari. Poi pian piano con il passare delle ore notturne e dei giorni, le costellazioni del Leone e della Vergine prima, del Boote, della Corona Boreale e di Ercole poi, daranno il cambio di meritato riposo. Giove sarà praticamente l’unico pianeta facilmente visibile a occhio nudo per tutto l’arco della notte e per tutto il mese di marzo, tramontando al cospetto dei Gemelli verso le 3 e 30 del mattino a fine mese. Urano, nella costellazione del Toro, tramonta intorno alla mezzanotte, mentre gli altri sono ancora troppo vicini al Sole, in un allineamento diurno che li rende praticamente invisibili. La Luna sarà piena il 3 marzo alle 12 e 37, all’ultimo quarto l’11 del mese alle 10 e 39, luna nuova il 19 di marzo alle 2 e 24, e al primo quarto il 25 del mese alle 20 e 18. Il 20 marzo il Sole si troverà a picco sull’equatore terrestre. È l’equinozio di primavera. Il Sole sarà sopra l’orizzonte per 12 ore; le ore diurne e notturne si eguagliano, e da questo momento le ore di buio diminuiranno. E al tramonto del Sole, in questo giorno, potremo ammirare una sottile falce di Luna stagliarsi nel cielo crepuscolare. Un augurio di buone serate rilassanti! Ellittiche, a spirale, a spirale barrata, irregolari, a sigaro, ad hamburger, a sombrero, lenticolari e chi ne ha di più, più ne metta! Sono le forme più disparate delle galassie, isole cosmiche formate da centinaia di miliardi di stelle, con un buco nero supermassiccio al loro centro e con materia interstellare sparsa qua e là, e poi con nubi molecolari giganti e altre attrazioni astrofisiche e cosmologiche, tra cui anche la materia oscura che portano in grembo. Ma, tralasciando questi aspetti, a noi osservatori del cielo, anche solo occasionalmente, interessa sapere che i mesi primaverili sono il periodo migliore per osservarle. I giorni più adatti in marzo sono a cavallo della metà del mese, e quindi tra il 7 e il 22 marzo, quando la Luna non disturba le osservazioni. Oltre alle galassie vicino all’Orsa maggiore già raccontate il mese scorso, e ben visibili anche in questo mese, concentriamo lo sguardo verso la principale costellazione di marzo: Il Leone, che transita al meridiano intorno alla mezzanotte e la cui stella principale è Regolo. Puntando il dito nel mezzo tra Regolo e la stella Chertan, possiamo già incontrare un assembramento di galassie tra cui spiccano per luminosità le tre catalogate da Messier M95, M96 e M105. Se poi ci spostiamo appena sotto la stella Chertan, all’inizio della zampa del felino incontreremo il bellissimo tripletto del leone. Distante 35 milioni di anni luce da noi, è formato da tre splendide galassie a spirale: M66, M65 e NGC 3628, quest’ultima soprannominata, per la sua forma peculiare, galassia hamburger. Spostandoci verso la costellazione, per la verità poco appariscente, della chioma di Berenice, oltre all’importantissimo ammasso di galassie Abell 1656 o ammasso della Chioma, in questa costellazione si trova la galassia M64, chiamata in modo poco rassicurante galassia Occhio nero, oppure Occhio del diavolo, ma meglio anche galassia Bella addormentata per il suo aspetto da occhio dormiente. Questa galassia ci fa da apripista per volgere lo sguardo poco più in basso, verso la costellazione della Vergine, che dà il nome all’ammasso di galassie più vicino a noi. Stiamo parlando dell’ammasso della Vergine al cui interno si contano migliaia di galassie, con le più brillanti ben visibili anche con telescopi amatoriali. E Prendendo spunto da questa carrellata di immagini di galassie, perché non prendere un foglio di carta e disegnare una galassia facendoci ispirare dalla nostra immaginazione? Potremmo regalarla a chi ci sta a cuore. Ma se, di questi tempi, vogliamo veramente osare, perché non attaccare galassie di pace ovunque? #galassiadipace --- MediaInaf Tv è il canale YouTube di Media Inaf (http://www.media.inaf.it/)