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Roma, pur con tutti i suoi guai e contraddizioni, resta la mia città. Qui si è nati, qui si abita, quindi dov'altro vivere se non qui? Forse al mare.. tipo a Nizza che era Italiana e rimane un buen ritiro, ma a far cosa se non annoiarsi come Verdone nel suo recente "Vita da Carlo". Tanto a Roma c'abbiamo Fregene a venti minuti per una fuga con pranzo in spiaggia. Non ho motivo di esiliarmi in Tunisia, tanto meno nel resto del Continente Nero dove "Hic sunt leones" come scrivevano già sulle cartine geografiche gli Antichi Romani! Vincere il Superenalotto per vivere in barca tra Maldive e Caraibi sarebbe una noia mortale e per me persino andarci in vacanza: “Non andò mai alle Maldive” è l'epitaffio che il grande Mario Monicelli avrebbe voluto sulla lapide. Figurarsi se potrei vivere altrove! Senza i ritmi di Roma, i suoi colori, suoni, dialetto, clima, cucina sarebbe la mia fine! Forse non riuscirei nemmeno a dormire senza quei rumori della città nella notte quando dal letto diventano una cantilena: auto che sfrecciano, camion che sobbalzano, tram in frenata ed autobus in ripartenza, con in lontananza sirene di ambulanze e polizia chissà dove ed al mattino lo sferragliare del camion degli spazzini. Tutti suoni urbani che cambiano col mutare delle stagioni: d'inverno attutiti da sotto il piumone e con le finestre chiuse, d'estate come amplificati con le tapparelle socchiuse, ma le finestre aperte, che si aggiungono alle cicale e agli antifurti; a volte se ne sentono di nuovi specie quando invece che dal letto si ascoltano nel dormiveglia in divano. Non occorre l'amaca di Jep Gambardella e chissà quale terrazza super panoramica o ampio giardino in villa quando sai di vivere comunque a Roma e puoi canticchiare sulle note di Puccini: «Tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma ..maggior di Roma!». La contagiosa allegria di questa città è data dalla simpatia della gente, dove popolare e aristocratico convivono accomunati dall'illusione di esser entrambi i discendenti della Civiltà che ha inventato il Diritto e portato le strade ovunque nell'allora mondo conosciuto. Non a caso si dice che "Tutte le strade portano a Roma!" dove nonostante l'Overtourism sia paragonabile alle invasioni barbariche la Caput Mundi resta la più ospitale città al mondo. Generosi ed accoglienti lo sono pure i romani, con la capacità di ridere dei propri difetti e di quelli della città afflitta da guai e problemi che rendono indolenti, ma fanno al tempo stesso discernere quali siano le cose importanti e quelle futili nella Vita per le quali è inutile arrabbiarsi. A Roma ci vengono a fare i cortei, noi romani non possiamo ..essendo già in colonna nel traffico! Roma alimenta la mia comicità e voglia di inventare battute come Vanzina o Montesano; spesso è per sdrammatizzare con una risata, come quelle strappate dalle barzelletta di Proietti da rivendersi alla prima occasione perché Roma invita a fare capannello e chiacchiere pure tra sconosciuti: dal bar alla fila in posta! Certo non appena i turisti scendono da treni e aerei "diventano tutti marchesi del Grillo!" pensando di poter fare altrettanto, ma probabilmente dipende dall'euforia e ottimismo dovuto al buon clima soleggiato che mette sempre di ottimo umore. Invoglia a uscire per passeggiate, partite a tennis, così come l'ottima Cucina invoglia a uscire la sera, anche per una pizza o un gelato. E' la città dove l'estate è forse più bella che altrove, almeno più di quelle poche che ho visto in vacanza in giro per l'Italia. Sono unici i suoi tramonti, anche più belli che a Lampedusa; per non parlare della luce all'alba: un capolavoro al pari della CacioePepe, altro che Amatriciana e Carbonara! Al secondo posto, con notevole distacco, colloco gli gnocchi alla romana: quei dischetti di semolino che mia madre prepara ancora col bicchiere e cucinati nella pirofila è stato spesso un piatto portato ovunque tra inviti a cena e gite fuori porta. Ammetto con un po' di vergogna che se esco dal raccordo sento già la nostalgia di Roma! Tanto da non allontanarmi mai troppo in gite e se devo andar in viaggio in vacanza è ormai giusto per qualche giorno. Le villeggiature estive dell'infanzia e giovinezza sono un ricordo lontano, seppur ricordo bene quanto mi mancassero le abitudini della grande città, i miei giocattoli e crescendo gli amici e le amiche di zona tanto che era una festa tornare e ritrovarsi o durante l'epoca dell'Università con gli esami che ci tenevano impegnati fino a fine Luglio quanto fosse piacevole andar a citofonare (si faceva ancora così!) per sapere chi fosse tornato dalle vacanze o doveva ancora partire per condividere qualche serata d'Agosto. Le tre settimane di Novembre a Taranto durante il Car all'inizio della leva furono un evento e giusto perché obbligato, salvo venir a Roma ad assolvere il servizio militare quando esisteva. Al Verano ho pure i trisavoli e non potrai vivere in nessun altra città al Mondo perchè Roma è unica: she's the one ♫♪ ♪ ♫ Febbraio 2026