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Pillola 3 – Rodari e la Grammatica della fantasia In questa terza pillola il viaggio entra nel cuore del pensiero pedagogico di Gianni Rodari, attraverso uno dei suoi testi fondamentali: La grammatica della fantasia. La pillola prende avvio dalla lettura di Una scuola grande come il mondo e si concentra sul tema dell’immaginazione e della creatività. Rodari ricorda che la tradizione filosofica distingue tra un’immaginazione che riproduce e una fantasia che crea, ed è proprio questa funzione creatrice che gli sta a cuore: una capacità che appartiene a tutte le persone, non solo agli artisti, ma anche agli scienziati, ai tecnici, ai bambini e alle persone comuni. Per Rodari, senza fantasia non c’è scoperta, non c’è invenzione, non c’è nemmeno vita quotidiana. È per questo che parla di creatività come pensiero divergente: una mente creativa è una mente che non si accontenta delle risposte già pronte, che fa domande, che apre problemi e che guarda la realtà da angolazioni diverse. A partire da queste riflessioni, la pillola interroga direttamente la scuola. Rodari è chiarissimo: la creatività non può essere relegata a una sola materia e non esiste una gerarchia dei saperi. Alla base di tutto c’è una materia unica — la realtà — su cui tutte le discipline lavorano, ciascuna con i propri strumenti ma con la stessa dignità e lo stesso diritto di immaginare. In questo quadro cambia anche il ruolo del maestro: non più solo trasmettitore di contenuti, ma animatore e promotore di creatività, colui che crea le condizioni perché bambine e bambini possano pensare, sperimentare e inventare. La pillola è pensata come spazio di formazione per le insegnanti, offrendo cornici teoriche e spunti pedagogici per immaginare una scuola in cui la fantasia non sia un lusso, ma una necessità, e in cui le possibilità non vengano chiuse, ma moltiplicate. Il progetto è realizzato con l’appoggio del Consolato Generale d’Italia a Mendoza.