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Un libro che fra mito e storia arricchisce e riequilibra la narrazione sulle donne in armi, che ci sono sempre state ma che nella Rivoluzione Francese e nel Risorgimento italiano ebbero una particolare visibilità e ruolo, dati i momenti apicali delle rispettive storie, salvo cadere nel cono d'ombra della storiografia incentrata sul maschile e per noi focalizzata su quattro “Padri della Patria”: Vittorio Emanuele II, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Laura Fournier-Finocchiaro, Professora ordinaria di études italiennes presso l’Université Grenoble Alpes, ricorda che la storiografia tradizionale si basa sulla separazione tra i generi che per il Risorgimento vede “…da una parte l’uomo virile che lotta per realizzare il progetto patriottico, e dall’altra la donna spettatrice passiva, confinata nella sera domestico-familiare, che deve essere difese dalla minaccia nemica.” (p. 7). Le poche risorgimentali rimaste fuori dal cono d'ombra, tradizionalmente consegnate all'eccezionalità, separate dal comune sentire di donne di ogni estrazione appunto negato, compaiono “in antologie patriottiche segnate da un tono apologetico in cui il risalto maggiore è data alla ‘madre del patriota.” (idem) L'Autrice, nel saggio introduttivo e nelle 141 tavole contestualizzate - quadri, litografie, vignette di riviste e pamphlet - coglie il duplice obiettivo di “rovesciare l’idea della dolcezza e della debolezza femminili e di far cessare la lunga occultazione delle donne d’azione. La storia mostra numerosi esempi di mobilitazione di donne combattenti a favore di diverse cause. Sono state però cancellate dalla memoria collettiva, eclissate da un immaginario culturale pronto a screditare il loro impegno militante al fine di rinchiuderle in stereotipi persistenti e ricorrenti.” (Idem) La ricerca in biblioteche francesi e italiane ha restituito dalle pagine di riviste a grande o piccola tiratura - "il Corriere Illustrato", "il Corriere delle Dame", "L'Illustration. Journal Universel", "The Illustrated London News", "Le Chiarivari" e altre, - l'ammirazione o più sovente il sarcasmo sulle donne in armi, troppo distanti dallo stereotipo domestico e pacifico per essere accettate oltre le necessità del momento. Emblematica la serie di vignette di Greppi sull'addestramento di reclute della “Guardia civica femminile” in abito lungo, grembiule e baionetta, in “lo Spirito Folletto”, primo giornale satirico uscito l’indomani delle Cinque giornate (18-22 marzo 1848). L'Autrice coglie anche l'occasione di demolire falsità storiche, come l'esistenza di un drappello di "Vesuviane" arruolate nelle insurrezioni del febbraio 1848: appellativo scaturito dal proclama contro le combattenti che Daniel Borne fece affiggere in città e nella cui scia fu utilizzato in ben 18 articoli e 25 disegni ironici a tema. Nei percorsi iconografici sulle donne con vari tipi di armi e divise - vivandiere, infermiere con bende e pistole e spadino, popolane francesi e preunitarie che sventolano i rispettivi tricolori - non potevano mancare le garibaldine tra le quali la celeberrima Anita Garibaldi e Rosalia Montmasson, l'unica a salpare con i Mille e condividerne le battaglie, amante e poi moglie di Crispi, da lui rinnegata a favore di Lina Barbagallo, ma amatissima dai Garibaldini che ne conoscevano la vita e le stettero sempre vicino. Lo sguardo dell'Autrice si allarga alle donne che presero le armi anche in difesa dello status quo e alle "briganti" partecipi di bande più o meno politicizzate del cosiddetto “brigantaggio meridionale postunitario”. Tra le protagoniste, Michelina di Cesare (1841-1868), giovanissima vedova di Rocco Zampa che si unì alla banda di Francesco Guerra in cui svolse un ruolo di spicco. Braccata e uccisa con Francesco, incinta del loro terzo figlio, il suo cadavere fu esposto nudo sulla piazza centrale di Mignano, a monito della popolazione. (Link video • MICHELINA DI CESARE, briganta ( e il briga... ). A tema, l'Autrice segnala la mostra “Briganti! Storie e immagini dal Risorgimento a oggi (23 ottobre 2025-29 marzo 2026, Torino, Museo nazionale del Risorgimento Italiano). Tra le preziosità del volume, la scoperta di Laura Fournier-Finocchiaro della circolarità delle immagini sulle combattenti, utilizzate con poche variazioni in Francia e Italia, in entrambi gli ambiti satirici. Modelli, dunque, stereotipati per il divertimento dei lettori. Info: Laura Fournier-Finocchiaro, Donne combattenti nell’Italia del Risorgimento. Un percorso illustrato tra Italia e Francia. – Roma: TAB edizioni 2025 MPF www.womenews.net ; Premio Il Paese delle Donne (dal 2000)