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Le virtu terapeutiche delle melegrane erano note gia Egizi già 4.000 anni fa : gli egiziani sapevano che questa pianta compie una potente azione vermifuga, utile a contrastare alcune forme di parassitosi intestinale. Inoltre sempre gli Egizi ritenevano che il succo ottenuto dai frutti di melagrana acerbi fosse un ottimo astringente. Secondo l’antica medicina persiana, le tisane fatte con i fiori rossi del melograno potevano curare i forti dolori dello stomaco, mentre il succo di melagrana mescolato a olio di oliva poteva far scomparire le macchie della pelle. Nella medicina tradizionale asiatica, i frutti di melograno erano raccomandati come tonico e come trattamento per curare vari disturbi come la diarrea, la dissenteria e il diabete. Delle sue proprietà terapeutiche hanno parlato nell’antichità anche Omero, Teofrasto, Dioscoride, Plinio e Ippocrate. Inoltre lo stesso Ippocrate riteneva che il succo di melagrana avesse proprietà afrodisiache e fosse utile contro i bruciori di stomaco e contro la febbre. Plinio consigliava una tisana a base di buccia e radice di melagrana per eliminare i parassiti dell’intestino. Raccomandava inoltre di usare le radici di melograno essiccate, bollite, per preparare decotti contro disturbi ginecologici. Dioscoride, medico e farmacista greco, ha descritto varie volte le virtù dei fiori, della scorza, del frutto e delle radici con azione riscaldante e cicatrizzante. In seguito, in età medievale e nelle epoche successive, il melograno continuò a essere impiegato in caso di emorragie, ferite infette e contro i parassiti. Anche nel periodo medievale il melograno continuò a essere apprezzato per le sue qualità nutritive, dissetanti e curative.