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I Nottambuli di Hopper ha un'atmosfera pessimista ma reale, ci fa incuriosire ad una scena lontana da noi nel tempo e nello spazio ma intimamente vicina. Sono gli anni Quaranta a New York, una città terrorizzata dalla Seconda Guerra Mondiale e in cui si pensa da un momento all’altro possa avvenire un attacco. La notte è spenta e ferma e la luce è come su un set di un film puntata sui protagonisti. Come pittore realista, Hopper ha probabilmente usato elementi delle strade di New York come ispirazione per la scena di Nottambuli. Tuttavia, l'ambiente è stato costruito attentamente, mescolando elementi da diverse località. Per anni molti storici hanno cercato di capire in che angolo della città questa scena fosse ambientata sulla base anche di indizi dati dall’artista, la realtà è che non esiste se non nel quadro. Le forme degli edifici sono semplificate, i negozi hanno vetrine vuote e la strada è deserta. Questi dettagli compositivi permettono alla grande finestra e al bancone del ristorante di dominare la scena. Nel frattempo, la luce intensa da una singola fonte crea un contrasto con lo sfondo scuro, attirando la nostra attenzione sull'ordine dell'interno. I tratti spigolosi dell'uomo e della donna emergono grazie alla luminosa illuminazione fluorescente dall'alto. Pur essendo collocati a destra dell'opera, sono al centro della nostra attenzione. Siedono vicini, ma c'è scarso segno di comunicazione tra di loro, e la loro relazione è avvolta da un'aura di ambiguità. La donna fissa un pezzo di carta, l'uomo mostra un'espressione preoccupata, entrambi sono immersi nei propri pensieri. Hopper e la moglie sono i soggetti del quadro, lo sono sempre perchè lei è così gelosa da non permettere ad altre donne di posare. La loro relazione è esattamente come quella fra i due, in ogni opera, in ogni momento della loro vita quotidiana. Bilanciando la disposizione delle figure intorno al bancone di legno, l'uomo elegantemente vestito che ci mostra le spalle è particolarmente enigmatico. Hopper che anche per lui ha studiato se stesso come modello lo ha dipinto con abilità, immergendolo in penombra: la luce che accarezza il suo viso e la schiena, la postura leggermente curva e la gestualità disinvolta con il vetro si combinano per creare un ritratto convincente di una figura solitaria di passaggio. Sta leggendo un giornale e sembra che accanto a lui ci fosse qualcuno a causa del bicchiere vuoto lasciato sul bancone proprio li vicino. La tavola calda, dalla forma triangolare, domina la composizione, occupando due terzi della tela. La facciata è in stile Art Déco e presenta ampie lastre di vetro intervallate da alcune strutture verticali. L’idea è che si entri probabilmente da una porta che non si vede sulla destra e che la porta non sia quindi nell’inquadratura. Ma questo non inserirla rende ancora di più la sensazione di acquario e da a noi l’idea di poter spiare le vite dei protagonisti. Il marciapiede e le facciate dei negozi bilanciano il lato sinistro del dipinto, che in effetti se non fosse per le architetture darebbe una sensazione di vuoto totale. Dal punto di vista prospettico, le linee del davanzale e del tetto vanno di proposito verso un punto oltre il lato sinistro dell'immagine. Per capire il perchè di queste scelte bisogna fare un passo indietro e conoscere il contesto in cui Hopper lavora e un po’ di più della sua vita. Nasce proprio nello Stato di New York, ed è il primo figlio di una coppia di devoti battisti. Studia alla New York School of Art sotto la guida del pittore realista Robert Henri, che lo incoraggia a dipingere soggetti tratti dalla vita di tutti i giorni. Nonostante due visite a Parigi, dove è affascinato dagli effetti di luce degli impressionisti, non è certo se questi abbiano influito sul suo stile. Fino al 1923, anno di una delle sue più importanti vendite, quella dell’acquerello intitolato “La mansarda” la principale fonte di reddito di Hopper è il suo lavoro come illustratore commerciale. Nel 1924, però, inizia a dipingere a tempo pieno. Si concentra in modo ossessivo sugli effetti della luce e dipinge edifici illuminati dal sole e paesaggi marini attorno a Cape Cod, dove lui e la moglie Josephine o per lui semplicemente Jo hanno una casa estiva. 00:00 Intro 00:28 Stile e NY anni '40 02:39 Personaggi 05:05 Oggetti e Atmosfera 06:21 Tecnica 07:29 Hopper Biografia 08:56 Hopper e i film noir Art and the Cities è il mio blog personale e canale Youtube di arte e viaggi. O meglio di viaggi d'arte. Non vi parlo solo di storia dell'arte ma anche di viaggi, musei, gallerie, mercato dell'arte, storie d'amore, libri, mostre e tanto altro. » blog: https://artandthecities.com/ » instagram: / artnthecities A presto, Clelia #arte #storiadellarte #artemoderna #artecontemporanea