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Pertica Alta (BS) fraz. Livemmo - Chiesa parrocchiale di San Marco Ev. - Concerto di 5 campane in Mib3 G. Pruneri 1886 - Doppio sistema solo per quanto riguarda il suono a tastiera - Concerto solenne a 5 campane per la S. Messa festiva. La chiesa parrocchiale di S. Marco, già esistente probabilmente fin dal sec. XV venne completamente riedificata nel 1611 come ricorda l'iscrizione che si legge sull'architrave della porta laterale che dice: «TEMP.m H.D.G. KL. AP. 1610 AD ID / SEP. 1611 AERE CO. FT. PIE OB. FUND. TUS RENOV.m.» Sciogliendo le abbreviazioni dice: «Templum hoc dei gratia a calendis aprilis 1610, ad idus septembris 1611 aere comunis fuit pie oblationibus funditus renovatum». Un'altra iscrizione sulla porta maggiore ricorda invece la dedicazione della chiesa con le seguenti parole: «DEDICATIO HUIUS ECCLESIAE / AB ILL.MO AC RE.mo D.D. M. GEORGIO PERACTA / COLITUR PRIDIE KAL. MAI. ». La chiesa è stata arricchita da notevoli soase lignee eseguite nel 1634 e 1635 da Angelo, Battista e Paolo Pialorsi detti Boscaì. Entrando, sul primo altare è stata posta una statua di S. Andrea Apostolo eseguita recentemente in una bottega di Ortisei di Val Gardena mentre le decorazioni sono di Vittorio Trainini. Il secondo altare è dedicato alla Madonna del Carmine verso la quale è vivissima la devozione della popolazione e la cui festa il 16 luglio è considerata una sagra. In una ricchissima e pregevole soasa è raccolta un'icona della Madonna. Sul terzo altare è una tela di Pietro Scalvini raffigurante la Madonna con i S.S. Domenico e Luigi Gonzaga. Sull'altare maggiore nella ricca soasa dei Boscaì vi è una pala con la Madonna col Bambino fra i SS. Marco e Andrea firmata "Petrus de Maronibus F.". Belli i bancali settecenteschi del presbiterio. All'unico altare laterale di destra, dedicato a S. Carlo e S. Antonio è stata tolta la mensa e la gradinata per guadagnare spazio, ma restano la pala, discreta tela secentesca, e la bellissima soasa dei Boscaì di grande effetto ed originalità. La chiesa ha decorazioni settecentesche nel presbiterio, più recenti nella navata, completate da V. Trainini. Gli affreschi sono stati restaurati nella primavera del 1978 da Albini di Pontoglio. L'organo ad un manuale porta la targa "Fabbrica d'organi Bianchetti e Facchetti - Brescia - 29/9/1897" collocato in cantoria, sopra l'ingresso laterale destro della navata, chiuso nella nicchia della parete, incorniciato da un ricco frontale scolpito e dorato, opera dei Boscaì. Ha un prospetto di 21 canne di stagno, del Principale di 8; formanti tre cuspidi, la maggiore al centro. La porta della facciata è un saggio di arte locale, tanto negli stipiti marmorei quanto nella porta di legno che reca sculture ingenue e primitive di notevole valore storico, come l'alato leone che rappresenta il simbolo del titolare evangelista S. Marco quanto della tradizionale fedeltà della piccola repubblica della Pertica alla grande repubblica di Venezia. La massiccia torre campanaria, tutta in pietra locale, secondo una iscrizione scolpita sulla porta è opera di Giacomo Lascioli di Capodiponte in Valle Camonica, costruttore edile valente ma ignorato anche nella sua valle. L'iscrizione dice: «IACOBVS . LA / SCIOLA DACP / D. S 15 . APIO / 16 . 48». Sciolta dice: «Iacobus . La / sciola da Capodiponte / die 15 aprilis / 1648». Le campane vennero rinnovate nel 1921 e benedette il 12 luglio dello stesso anno. Sul vecchio sagrato, ora scomparso per la nuova strada camionabile esisteva una colonna votiva in onore dell'Immacolata di Lourdes, segnata «M . V . IM / 1858» che secondo il Guerrini era forse il primo ricordo delle prodigiose apparizioni della grotta di Massabielle che nel 1858 confermarono la precedente definizione del dogma dell'Immacolata Concezione (1854). La sagrestia è ricca di un bell'armadio del '700 che racchiude bei paramenti fra cui una pianeta violacea laminata in oro del 600, un paramento completo di stile neoclassico completo in raso bianco con ricamata la Madonna e santi, pizzi del '700. In canonica vi sono tele di Pietro Scalvini fra cui un ritratto di Papa Clemente X, quattro episodi della vita di Giuseppe l'ebreo, cinque paesaggi con uomini e corsi d'acqua. Testo tratto dal sito: "www.enciclopediabresciana.it".