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La lezione si propone di ripercorrere la storia del movimento politico delle donne attraverso gli ultimi due secoli, nella pluralità delle sue manifestazioni e in una dimensione transnazionale. Dalla circolazione delle idee innescata dalla modernità politica, al configurarsi delle prime forme organizzate nel corso del XIX secolo, fino ai femminismi novecenteschi e agli appuntamenti mondiali promossi dalle Nazioni Unite, verranno approfondite singole figure, associazioni, gruppi, le reti e le dinamiche collettive che ne hanno scandito gli svolgimenti in relazione ai più generali contesti della contemporaneità. Si parlerà di: Parte prima, a cura di Elena Musiani La circolazione delle idee: alle origini dell’internazionalismo delle donne. A partire dal contesto delle grandi rivoluzioni della modernità, che sancirono l’avvio di un «lungo XIX secolo», si analizzerà la nascita, in termini di idee del movimento politico delle donne. Fu allora infatti che si posero le basi per un internazionalismo delle idee e delle prassi, che avrebbe caratterizzato i due secoli successivi. Il movimento si organizza. Il 1848 fu un anno significativo non solo per la storia delle nazioni e dei popoli, ma anche per il movimento politico delle donne che, a partire da quella data, andò progressivamente organizzandosi sul piano nazionale, come su quello internazionale. Nella seconda metà del XIX secolo si assistette poi alla nascita delle prime associazioni. Diritto di voto e cittadinanza politica. Il tema della conquista del diritto di voto fu centrale per la storia complessiva del movimento delle donne. Una storia lunga, che attraversò larga parte del XIX secolo, per giungere all’alba dei conflitti mondiali. Anche in questo le idee e le prassi assunsero tratti comuni, pur con caratteri particolari ai differenti contesti nazionali. La Grande Guerra: una prima cesura. Il Primo conflitto mondiale determinò, nel mondo dell’associazionismo delle donne, così come si era andato costituendosi nel secolo precedente, un primo momento di rottura: fu allora che si ripresentò il tema del contrasto tra nazione e internazionalismo, contribuendo tuttavia a far emergere anche un femminismo pacifista organizzato. Parte seconda, a cura di Elda Guerra Un nuovo internazionalismo. La drammatica esperienza del conflitto e i cambiamenti intervenuti – tra cui la conquista del voto in importanti Paesi – condussero l’associazionismo femminile alla ricerca di rinnovate forme di connessione e all’elaborazione di un’agenda transnazionale che, nell’interlocuzione con la Società delle Nazioni, affrontasse i diversi aspetti delle disuguaglianze di genere e ponesse al centro politiche per una pace stabile e duratura. Sfide e dilemmi tra gli anni Trenta e secondo dopoguerra. L’affermazione dei regimi totalitari pose anche al movimento politico delle donne, fin dalle sue origini impegnato nel superamento di esclusioni e disuglianze, una nuova sfida. Percorso dal dilemma su come continuare a perseguire la pace e, al tempo stesso, difendere la democrazia, l’associazionismo internazionale femminile scelse di sostenere la difesa di quest’ultima e continuò la sua azione nel secondo dopoguerra nel confronto con le Nazioni Unite e accanto alle nuove organizzazioni nate nel corso delle resistenze europee. Femminismo/femminismi: l’affermazione di una differente soggettività. Con alle spalle le inquietudini delle generazioni che avevano vissuto la guerra e il dopoguerra, negli anni Sessanta e Settanta apparve sulla scena una più giovane generazione partecipe delle lotte di quei decenni, ma radicalmente critica dei modelli ereditati dei ruoli sessuali e delle identità di genere. Fu un momento di svolta, caratterizzato dall’invenzione di pratiche politiche alternative, da una rinnovata visibilità dell’esperienza femminile, dall’affermazione di una soggettività differente radicata nell’intreccio tra pensiero e corpo. Un movimento globale. L’espressione di una differente soggettività si articolò nella pluralità dei femminismi e nelle linee di tensione legate al riconoscimento delle disuglianze di razza e di classe e delle differenti identità di genere. Gli appuntamenti mondiali promossi dalle Nazioni Unite con le Conferenze e i Forum di Città del Messico (1975), Nairobi (1985) e Pechino (1995) misero in evidenza, nel confronto tra donne del Nord del mondo, la complessità del movimento e la sua dimensione globale in un passaggio di secolo segnato dai processi di globalizzazione, crisi e nuove guerre da una parte e dal riconoscimento, dall’altra, dei diritti delle donne come diritti umani.