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Iscriviti e seguimi sul blog https://www.psicanalista.info/ Visita il nostro sito https://istitutomosaicopsicologie.it/ Oggi parlo delle cause affettive della depressione e di come affrontarla. Se l’argomento, sempre più centrale in questa società, è interessante anche per te o per le persone a cui vuoi bene, seguimi attentamente! Sono il dottor Rapaggi, psicoterapeuta, da più di quarant’anni curo vari disturbi depressivi con metodi psico-corporei. Dirigo l’Istituto Mosaico Psicologie di Bologna e la relativa Scuola di Specializzazione riconosciuta Miur. Nel video precedente, ho detto che la depressione si manifesta spesso partendo dall’adolescenza e ho spiegato perché. Ho anche aggiunto che la causa prima è da ricercarsi molto più indietro nel tempo, agli albori della vita, qui puoi trovare il link al video se non l'hai ancora visto • Depressione: aspetti generali La reazione depressiva infatti, è frutto di uno shock da separazione non elaborato mentalmente, quindi non accettato. Ora, se pensiamo ai primi anni della vita troviamo diversi momenti di questo tipo. Facciamo un breve elenco: 1. La nascita. In quel momento ognuno di noi ha dovuto lasciare l’ambiente più protettivo che ci sia, senza la prospettiva di migliorare la sua condizione. Perché? Per spinta naturale. E come è avvenuto? In mille modi diversi, alcuni sereni, altri drammatici e violenti. 2. Lo svezzamento. Altro distacco indesiderato e questa volta la madre protettiva agisce in modo più cosciente perché ha già tenuto al seno per mesi quell’esserino. Anche in questo caso c’è modo e modo di allontanare. 3. Il nido e la scuola materna. Oggi diverse strutture sono attente a fare un distacco il meno traumatico possibile. Ma di nuovo non è una scelta cosciente del bambino e non avviene nel momento più adatto. 4. La fase edipica, ovvero la separazione teorica dall’ultima dipendenza nutritiva e l’inizio dell’era sessuale. O meglio, la prova generale dell’attività riproduttiva, per dirla in termini fisiologici. O la prima esperienza d’amore spontaneo, per raccontarla in termini emotivi. Anche questa quasi mai preparata anzi, incredibilmente ostacolata dai timorosi adulti che non la capiscono. 5. Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Più si cresce e più aumentano le possibilità di spiegare le separazioni, ma diventa importante la somma delle esperienze precedenti. Per sostenere queste tesi, a parte la nascita, uso la teoria psicoanalitica, perché è la sola che segue la formazione della personalità in senso di rapporti affettivi intimi, marcando le tante complicazioni che derivano dalla relazione con l’ambiente. Per la psicoanalista Melania Klein la depressione è la conseguenza, nel bimbo di 5 o 6 mesi, della previsione che dovrà separarsi dalla mamma. Età dello svezzamento, quando il bimbo sta uscendo dalla simbiosi, dal periodo in cui l’identificazione con la mamma lo faceva sentire onnipotente. Quel distacco lo rende solo e impotente. I due primi autori che ne parlano, Freud prima e Klein appunto, notano che il sentimento che ne deriva è lo stesso che caratterizza il lutto nell’adulto. Depressione e lutto legati dallo stesso stato emotivo. Ma per diventare una depressione strutturata bisogna che i traumi si sommino e rimangano inspiegati. L’essere umano, quando è ancora privo della capacità di pensare usa diversi sistemi automatici di difesa psichica, ma non riesce a renderli efficaci sempre. Dei meccanismi di difesa parlo in altro video perché sono molto complessi. In questo, accenno alla proiezione perché è il più pertinente e anche il più usato da noi, ora. La proiezione nasce dalla necessità di liberarsi di angosce troppo potenti per essere gestite da piccoli. Il meccanismo consiste nel proiettare l’angoscia su elementi esterni, la mamma per prima poi tutti gli altri. Il punto è che ognuno di questi elementi si trasforma in un portatore di angoscia, quindi diventa un ulteriore pericolo. E’ il principio della paranoia. Se poi l’elemento esterno non può essere colpito, o se chi proietta non è abbastanza estroverso, allora questi rivolta l’aggressività verso di sé. Si consolida così la depressione, come certezza di essere impotente contro tutto il mondo. In adolescenza è fortissima la spinta a lasciare l’infanzia, ma spesso è altrettanto forte l’idea di entrare nel mondo sconosciuto e complicato degli adulti.Perciò è in adolescenza che più spesso si manifesta la depressione. Nel video successivo propongo una serie di rimedi, perciò metti il tuo gradito like, poi seguimi ancora iscrivendoti al mio canale e sul mio blog. Ciao! #IstitutoMosaicoPsicologie #AlfredoRapaggi #Depressione ***************************************************************** Visita il nostro sito https://istitutomosaicopsicologie.it/ Iscriviti e seguimi sul blog https://www.psicanalista.info/ Seguici su Facebook / mosaicopsicologie