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La città di Monterosso Almo Cosa vedere nella città di Monterosso Almo (RG) Monterosso Almo, comune in provincia di Ragusa, fa parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia e approfittiamo per ricordare che gli ultimi due borghi vincitori sono siciliani: nel 2014 Gangi (Palermo) e nel 2015 Montalbano Elicona (Messina). Anche Monterosso Almo meriterebbe di essere premiato come borgo più bello d'Italia, speriamo presto, per la bellezza dei suoi edifici ecclesiastici di primo livello. La città, dopo il terremoto del 1693, fu ricostruita più in alto, tanto da risultare oggi adagiata su un fianco della catena montuosa degli Iblei, ma in questi luoghi, l'uomo vi ha messo piede da tempi immemorabili. L'ipogeo di Calaforno e il centro abitato di Monte Casasia, sono infatti testimonianza archeologica dell'abitazione di genti sicule nel territorio. Cose da vedere a Monterosso Almo Da visitare a Monterosso Almo: la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui culto sembra esistere in questi luoghi sin dall'età normanna, studiosi pensano possa risalire al XV secolo se non addirittura al XIV. Oggi la Chiesa è suddivisa in 3 navate e custodisce la statua di Santa Maria dei Pericoli, opera del maestro ragusano Cultraro datata 1741, mentre nella piazza su cui si affaccia la Chiesa di San Giovanni Battista è presente anche la chiesa sconsacrata di Sant'Anna e vari edifici neoclassici. Sulla strada che da Monterosso conduce a Vizzini si trovano invece delle Grotte, dette dei Santi, con alcuni affreschi, che testimoniano la presenza bizantina qui. Altri edifici da ammirare in questo paesino, ricco di arte e di storia, sono la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, dichiarata Monumento Nazionale, ricostruita dopo il terremoto. Oggi l'edificio mostra tutta la sua bellezza nella facciata realizzata in bugnato secondo lo stile neogotico del XVII secolo, mentre l'interno è suddiviso in tre navate e custodisce un crocifisso ligneo quattrocentesco e due acquasantiere molto antiche, dell'XI secolo. Altro Monumento Nazionale, qui a Monterosso, è la Chiesa di Sant'Antonio Abate, che custodisce preziosi quadri: il battesimo di Costantino, la grande pala del martirio di San Lorenzo e la Madonna del Carmelo. Nell'architettura civile, invece, troviamo il Palazzo Zacco, una dimora nobiliare, acquistata dall'omonima famiglia, ad opera del barone Melfi di Sant'Antonio nel XIX secolo. Si tratta di un edificio in stile barocco che presenta balconi con mensole grottesche e dolci. A Monterosso Almo, la festa di San Giovanni Battista, che si tiene tradizionalmente la prima domenica di settembre, è un momento un pò speciale, fatto di cose genuine, di gioia e di piccole antiche tradizioni tipiche della gente di montagna. Antiche le tradizioni della settimana Santa e del Presepe Vivente che si tengono a Monterosso Almo. Il nome: In età normanna si chiamava Lupia (o Casl Lupino) per la presenza di lupi. In età aragonese il suo nome era probabilmente Mons Almo (Monte Almo) o Johalmo. Dal conte Rosso di Messina che lo rifondò nel 1338 prese il nome di Mons Rubens, Monte Rosso. Sotto trovate alcune strutture turistico-ricettive dove dormire, mangiare o divertirsi a Monterosso Almo e dintorni in provincia di Ragusa. I palazzi signorili delle famiglie nobili o della borghesia terriera: il barocco palazzo Burgio, l'ottocentesca casa palazzata Barone, il seicentesco palazzo delle suore Orsoline, i neoclassici palazzi Azzaro e Castellino. La Chiesa Madre, ricostruita dopo il terremoto del 1693, con una facciata neogotica a bugnato che vagamente ricorda l'architettura religiosa dell'Italia centrale. La Chiesa di Sant'Antonio Abate ricostruita dopo il sisma del 1693 con una facciata abbellita da un portale tardo barocco e coronata da un campanile a vela. Conserva la grande pala del 1525 del Martirio di San Lorenzo. L'antico quartiere della Cava che meglio di altri ha conservato il suo originario aspetto medievale. I PIACERI DEL BORGO: Il pane è la specialità di Monterosso: a pasta dura, o condito con olio, sale, origano e formaggio, ha una bontà d'altri tempi. Ci sono anche i pani per le ricorrenze speciali; Ai cavatieddi, pasta fatta in casa, arrotolata con le dita e condita con sugo, è dedicata una sagra il terzo sabato dopo Pasqua; Ad agosto si tiene la Sagra del pane: i vari forni del paese fanno a gara per offrire ai visitatori il pane migliore, da accompagnare con un bicchiere di vino; Dal 25 dicembre al 6 gennaio si tiene a Monterosso il Presepe Vivente: uno dei più emozionanti presepi viventi della Sicilia, ambientato nei vicoletti del quartiere Matrice, dove vanno in scena gli antichi mestieri di un tempo che fanno rivivere odori, rumori e suggestioni di allora.