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#ansia #andreatomassetti #attacchidipanico [AGORAFOBIA: PAURA DI SPAZI APERTI E AFFOLLATI COSA FARE] In questo video ti spiego: che cos’è davvero l’agorafobia (sfatando alcuni falsi miti), chi colpisce maggiormente, perché si sviluppa, cosa la mantiene nel tempo, e soprattutto come si può superare. Se ti sei mai sentito in difficoltà in luoghi affollati, sui mezzi pubblici, in fila al supermercato o semplicemente fuori da casa da solo, potresti riconoscerti nei sintomi descritti in questo video. Non sei l’unico: l’agorafobia colpisce milioni di persone, spesso in giovane età, e può diventare un ostacolo enorme nella vita quotidiana. Cos’è davvero l’agorafobia? Molti pensano che significhi solo “paura degli spazi aperti”. In realtà, l’agorafobia è il timore di trovarsi in luoghi o situazioni in cui sarebbe difficile ricevere aiuto in caso di malessere. Non si tratta solo di piazze o spazi aperti, ma anche di ambienti chiusi come cinema, supermercati, mezzi pubblici, mercati o semplicemente stare lontani da casa. La paura più comune è quella di sentirsi male, perdere il controllo, svenire o provare un forte disagio, al punto che la persona sviluppa un’ansia anticipatoria e inizia ad evitare queste situazioni. Perché nasce? L’agorafobia si sviluppa di frequente dopo un episodio di forte malessere o di attacco di panico: tachicardia, sudorazione, senso di svenimento, confusione, mancanza d’aria. Il cervello associa quel contesto (es. un autobus, un cinema, un supermercato) a un pericolo e la persona inizia a temere di rivivere la stessa esperienza. A cosa è collegata? Spesso è legata al disturbo di panico o ad altre forme di ansia. Non a caso, chi soffre di agorafobia sviluppa anche un forte bisogno di controllo, che però si trasforma in un circolo vizioso difficile da spezzare. Cosa mantiene il problema? Il meccanismo di evitamento. Più una persona evita una situazione, più conferma alla propria mente che quel contesto è pericoloso. Così la paura cresce e diventa sempre più invalidante, fino a ridurre drasticamente la libertà personale. Come si cura l’agorafobia? La psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione è la terapia d’elezione. Si lavora su due aspetti fondamentali: Cognitivo → modificare le interpretazioni, le credenze e i pensieri catastrofici legati alla situazione. Comportamentale → tornare gradualmente ad affrontare i luoghi temuti, tramite un percorso di esposizione progressiva. Solo così la mente può comprendere che quelle situazioni non sono realmente pericolose. Perché non aspettare che passi da sola? L’agorafobia raramente si risolve spontaneamente. Più tempo passa, più il problema si radica. Rivolgersi a un percorso specialistico significa recuperare la libertà di muoversi, viaggiare, lavorare e vivere la propria vita senza la costante paura dell’ansia. Nel nostro servizio specialistico ci occupiamo ogni giorno di ansia, attacchi di panico, agorafobia e disturbi correlati. Abbiamo già aiutato centinaia di pazienti in tutta Italia grazie al nostro Metodo Integrato, che unisce lavoro individuale a casa e sedute con psicoterapeuti esperti. Se ti riconosci nei sintomi descritti, prenota subito una consulenza gratuita con un nostro consulente cliccando su questo link. 👉 https://jo.my/ctayt_richiesta-chiamat... Potrai avere una valutazione iniziale e scoprire se il nostro percorso può aiutarti concretamente a uscire dall’agorafobia e dall’ansia. Alla tua libertà. Dottor Andrea Tomassetti - Psicologo esperto dei disturbi d'ansia, attacchi di panico e doc CAPITOLI: 00:20 – Cos’è davvero l’agorafobia 02:20 – Chi colpisce maggiormente 02:53 – Perché si inizia a soffrire di agorafobia 04:16 – A cosa è collegata l’agorafobia 05:27 – Cosa mantiene il problema: l’evitamento 06:13 – Come si risolve: la terapia cognitivo-comportamentale 07:27 – L’importanza dell’esposizione graduale 07:42 – Perché non passa da sola e serve un percorso specialistico 08:00 – Invito alla consulenza gratuita