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PREFAZIONE Dal ciclo “Storie da amare, sorti d’amore”, “Le vertigini dell’esistenza” è un’opera di teatro filosofico/strumentale, scritta da Luigi Esposito verso la fine del 2024 e l’inizio del 2025, che attraverso una lettura di partiture pittografiche, esplora l’intensa relazione tra Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, simboli della filosofia esistenzialista e dell’amore come scelta radicale. Le tre pagine che compongono la partitura pittografica presentano una struttura quasi speculare: agli estremi si trovano elementi simili, distanziati ma accoppiati, creando un equilibrio dinamico tra simmetria e dispersione. Alcune delle frasi attribuite a Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre che compaiono nel libretto sono elaborazioni drammaturgiche ispirate al loro pensiero, alla corrispondenza, alle opere e alle testimonianze sulla loro vita. La pièce alterna azioni vocali, virtuali con performance autotelica e si articola in Tre Atti, con INTRO e CHIUSA. ATTO I - Ricerca di senso . Il primo momento si svolge nel 1929, quando Sartre e Simone si incontrano alla Sorbona. Nonostante la loro differenza di temperamento – lui ironico e brillante, lei rigorosa e passionale – si riconoscono immediatamente, uniti dalla ricerca della libertà. Il loro amore nasce come un patto di libertà assoluta, senza possesso né matrimonio, e si manifesta in un continuo dialogo intellettuale. La musica accompagna il loro cammino verso la scoperta di sé e dell’altro, mentre esplorano la possibilità di un amore che non è catena, ma scelta. ATTO II - Idee divergenti in convivenza. Nel 1942, durante l’occupazione nazista, la relazione si rafforza nonostante le sfide esterne. Sartre è prigioniero di guerra e poi si unisce alla Resistenza, mentre Simone affronta i suoi amori paralleli e il suo impegno intellettuale. Le loro ideologie si scontrano: Sartre critica la diffusione delle idee di Simone, ma entrambi riconoscono che la loro relazione è un esercizio continuo di libertà. ATTO III - Inevitabile afflato. Con l’avanzare degli anni, Sartre, ormai cieco e anziano, esprime le sue paure, non della morte, ma della dimenticanza. Simone lo rassicura, promettendogli che la loro eredità vivrà. Il loro amore, anche se segnato dal tempo e dalle difficoltà, rimane il centro delle loro vite. La morte di Sartre nel 1980 e il successivo decesso di Simone nel 1986 chiudono il cerchio di un legame che, seppur segnato dalle differenze, ha sempre trovato nel pensiero e nell’amore la sua forza. La musica finale, intensa e struggente, riflette l’addio tra i due amanti, mentre le loro parole e opere continuano a risuonare. DURATA: 57 minuti