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Il Santuario Maria Santissima del Tindari sorge a Tindari, frazione di Patti in provincia di Messina (Sicilia) ed è ubicato sulla sommità dell'omonimo colle in una posizione suggestiva dalla quale si ammira il panorama delle Isole Eolie. Si erge come un balcone sullo strapiombo suggestivo dove si trova la bellissima riserva naturale dei laghetti di Marinello. Musica: "Viola" e "Uno spicchio di cielo" di Vincenzo Loglisci Le leggende della Madonna Nera del Tindari. Le principali leggende legate al culto della Madonna Nera del Tindari sono due. La prima, la più antica, è quella che si potrebbe definire la fondatrice del culto stesso. La Nave dall’Oriente Si narra che durante il periodo della persecuzione iconoclastica, una nave proveniente dall’Oriente sia stata costretta da una tempesta a rifugiarsi nella baia di Tindari. Nella stiva dell’imbarcazione era custodita una cassa di legno che nascondeva una statua della Madonna Bizantina sfuggita alle distruzioni. Quando il mare tornò ad essere calmo, i marinai tentarono la ripartenza senza però riuscirci a causa dell’eccessivo carico della nave. Decisero allora di alleggerire il peso abbandonando in acqua la cassa con la statua. E così se ne andarono. Furono allora gli abitanti di Tindari a recuperare quella cassa e, dopo averla aperta, a scoprirne il contenuto: una meravigliosa statua in legno di cedro della Vergine Bizantina con in braccio il Bambin Gesù e, ai piedi, la scritta: “Nigra Sum sed Formosa”. L’icona fu allora portata sul colle più alto della zona, laddove esisteva già una comunità cristiana. Fu questo l’inizio il culto della Madonna Nera del Tindari. La bambina caduta. La seconda leggenda legata al culto della Madonna Nera del Tindari viene comunemente chiamata “leggenda siciliana”. Si narra che una donna, giunta al Santuario per venerare la Vergine che le aveva fatto la grazia di guarire la figlia gravemente ammalata, sia rimasta delusa dal suo colorito scuro ed abbia esclamato: “Sono venuta da lontano per vedere una più brutta di me”. Poco dopo la bambina cadde all’improvviso dalla finestra dell’antico Santuario finendo in mare dopo un volo di 268 metri. La madre tornò allora a pregare la Vergine Nera: “Se siete voi la miracolosa Vergine che per la prima volta avete salvato mia figlia, salvatela una seconda volta”. Il miracolo avvenne: la piccola si salvò e venne ritrovata da un marinaio su una lingua di terra formatasi laddove sorgono oggi i laghetti di Marinello. “Veramente voi siete la grande Vergine miracolosa” fu l’ultima esclamazione della madre. Beddra Matri du Tunnaru siti beddra vicinu e luntanu, Iu vi mannu stu salutu bedda Matri, datimi aiutu. Datimi aiutu, cunsigghiu e riparu, bedda Matri di lu Tunnaru. E si i grazi nui vulemu a Maria arricurremu. E cu cori ludata sia, di lu Tinnaru Maria. Si Maria 'n'avissi u mantu, fussimu persi tutti quantu, e cu cori ludata sia, di lu Tinnaru Maria.