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Mentre una malattia neurodegenerativa mi impedisce oggi di cercare bruchi nel loro ambiente naturale per continuare ad allevarli e a seguirne le metamorfosi, ho voluto riunire in un video alcune tra le migliori sequenze, da me girate con la telecamera durante gli anni scorsi. Questo video augurale è dedicato a tutti gli amici, e in particolare a Giulia, fisioterapista brava, colta e intelligente, che mi insegna a rimanere ancora in piedi senza perdere l’equilibrio. Grazie, Giulia! Nessuno di noi può eguagliare la voracità dei bruchi: il loro appetito è straordinario, tanto che possono mangiare quantità di cibo pari almeno a due-quattro volte il loro peso. Infatti questi insetti devono accumulare le riserve necessarie per affrontare la metamorfosi, quando, allo stato di crisalide, saranno costretti a digiunare. In alcune famiglie di lepidotteri gli adulti sono privi di apparato boccale; perciò le riserve accumulate dall’organismo dovranno bastare anche per la riproduzione che avviene in tempi molto rapidi. Ho cominciato ad allevare bruchi da bambino e mi divertivo a osservarli mentre divoravano le foglie, impiegando spesso le zampette per trattenerne i frammenti residui. Molti bruchi si nutrono esclusivamente di un genere o di una specie di pianta e questo può rappresentare una difficoltà per chi li alleva; altri sono polifagi: cioè si adattano facilmente a numerose specie botaniche. Per evitare di essere mangiate, talune piante, come oleandri, passiflore, euforbie, solanacee, asclepiadacee, hanno elaborato micidiali sostanze tossiche, ma bruchi altamente specializzati se ne nutrono impunemente, anzi si servono del loro veleno (che permane anche nella farfalla adulta) per difendersi dai predatori. Molti bruchi neonati divorano l’intero guscio dell’uovo e, dopo ogni muta, si nutrono della vecchia spoglia (“esuvia”), soprattutto quando non è pelosa. Esistono perfino bruchi carnivori, capaci di catturare altri insetti. Il video è anche una piacevole rassegna di alcune tra le specie più belle e interessanti da me allevate, e inizia con la spettacolare sequenza della schiusa dell’uovo della farfalla Jasio (Charaxes jasius) . L’A.R.D.E. ricordata nella dedica augurale è l’Associazione Romana di Entomologia, un’Associazione di persone dedite allo studio degli insetti e di altri artropodi, con sede a Roma presso il Museo Civico di Zoologia. Fu fondata da Omero Castellani il 21 agosto 1945 allo scopo di promuovere e coordinare, per mezzo dei propri associati, studi e ricerche di entomologia pura e applicata, e di contribuire ad una maggiore conoscenza della fauna entomologica italiana, con particolare riguardo a quella delle regioni centro-meridionali ed insulari. Io ne faccio parte fin dal 1949. Presidente dell’Associazione, riconfermato nello scorso marzo, è l’ing. Mario Pinzari, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre, ed eccellente entomologo.