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Leggi l'articolo di approfondimento: https://www.scienzeforensi.net/blog/i... Il metodo di Tracy Harpster non è l'unico tentativo di "codificare" la verità attraverso il linguaggio in contesti critici. Esistono altri sistemi che presentano forti similitudini strutturali e, purtroppo, le medesime criticità metodologiche. Tra questi figurano: SCAN (Scientific Content Analysis): un metodo che pretende di individuare l'inganno analizzando la struttura delle dichiarazioni. Nonostante la sua popolarità investigativa, studi indipendenti (come quelli di Bogaard et al., 2016) hanno dimostrato che la SCAN non ha una capacità discriminativa superiore al caso fortuito; Statement Analysis (Analisi della Dichiarazione): tecnica spesso sovrapposta alla SCAN, si basa sull'idea che le persone "scelgano" le parole per nascondere la colpa. Tuttavia, mancano prove empiriche solide che confermino come determinati indicatori linguistici siano univocamente legati alla menzogna piuttosto che allo stress o alla confusione cognitiva tipica di un trauma; CBCA (Criteria-Based Content Analysis) e RM (Reality Monitoring): sebbene nati per valutare la credibilità di testimonianze in contesti protetti, la loro applicazione forzata alle brevi e concitate telefonate di emergenza ha mostrato limiti insormontabili. La frammentarietà delle risposte in situazioni di emergenza rende questi criteri inapplicabili o, peggio, fuorvianti. Questi metodi condividono con la "COPS Scale" di Harpster un difetto fatale: la mancanza di validità scientifica. Ricerche indipendenti hanno stabilito che la percentuale di errore di questi sistemi è estremamente elevata, spesso sovrapponibile a quella del metodo di Harpster (intorno al 40-50%). Tuttavia, vi è una differenza fondamentale: mentre il metodo di Harpster è finito al centro di uno scandalo giudiziario negli Stati Uniti a causa del suo utilizzo improprio come "mezzo di prova" in tribunale, portando a condanne potenzialmente errate, questi altri metodi (SCAN, Statement Analysis e CBCA) non hanno ancora subito lo stesso destino mediatico. Questo accade perché sono rimasti confinati a strumenti di supporto investigativo interno, senza mai assurgere a dignità di prova tecnica in aula. Ciò non li rende meno scientificamente fragili, ma solo meno esposti al vaglio della revisione processuale. Per concludere: esistono diversi metodi, oltre quello di Harpster, come la SCAN, la Statement Analysis o la CBCA, che pretendono di rilevare indizi di colpevolezza o innocenza tramite l’analisi delle parole usate nelle telefonate di emergenza o nelle dichiarazioni spontanee; la validità di tali metodi è stata demolita da numerosi studi universitari indipendenti. Nel caso specifico di Harpster, da inchieste giornalistiche e dalla stessa Unità di Analisi Comportamentale dell’FBI; a differenza del metodo di Harpster, finito al centro di scandali giudiziari perché utilizzato impropriamente come prova, le altre tecniche simili restano spesso "nell'ombra" dei fascicoli investigativi, ma condividono la stessa pericolosa mancanza di basi empiriche; tali protocolli, essendo privi di validità scientifica, non sono producibili in giudizio. Il loro impiego, anche solo come strumento investigativo, è altamente sconsigliato: il rischio concreto è quello di inquinare il convincimento degli inquirenti e dei magistrati, inducendo a sospettare o condannare persone innocenti sulla base di suggestioni linguistiche prive di fondamento.