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Musikì tu jatrù Titu Squillaci Lira calabrese: Aldo Gurnari Fonì: ta pedìa tu ddomadìu greku Video: Rachele Nucera loja: O turko agapie tin romeopulla I romeopulla den agapie ton turko I skilla mana ti pu tin aborkinai "Pire ton jemu eftundo celopidi! Su perri mati ce chrisomandili! Pire ton jemu eftundo celopidi!" "Mana mu, mana mu Ton turko den ton perro Ce perdikulla jenome Ce me ta plaja perro" “Mamma, mamma, il turco non lo prendo!” urlò una giovane donna greca, prima di trasformarsi in pernice e di fuggire col suo amato, verso distese d’erba, lontane. “Màna mu, màna mu, ton tùrco den ton pèrro”, gridarono, nuovamente, i grecofoni di Calabria, quando il canto dei loro cugini d’oltremare li raggiunse chissà come e rieccheggiò tra le loro vallate. Cambiò forma, quel canto, cambiò suoni e alfabeto; ne rimase la sostanza, il significato, il senso di oppressione di una fanciulla alla ricerca della sua identità, innamorata di un “pedicàdi”, un ragazzetto di campagna, e no di certo di quel “λεβεντάκη” che la madre la spingeva a prendere in sposo. “I Romeopudda” è uno dei primi canti della tradizione popolare greco-calabra, messi per iscritto nella seconda metà dell’Ottocento da Domenico Comparetti (1866) e Astorre Pellegrini (1880): che sia mai esistita o meno, “la ragazza greca” non aveva origini calabresi: il canto fu registrato quasi identico in Grecia continentale e a Zante, e da lì, probabilmente, gli emigrati della diaspora ellenica lo portarono fino in Italia. Eppure questi versi non tardarono a diffondersi in Calabria, per arrivare ai giorni nostri, interpretati e rivisti, dai più disparati cantastorie. Il canto si è perfettamente adattato e trasferito nella tradizione orale calabrese, dove quella dei turchi non era certo una tematica misconosciuta. Fin dai primordi della sua entrata in scena tra le coste del Mediterraneo, l’elemento turco si fece strada nell’immaginario dei popoli dell’Italia centro-meridionale dov'è, ancora oggi, presente nelle tradizioni religiose, nelle fiabe e nei racconti della memoria popolare. Selene Gatto