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Quella che vi racconto è una delle pagine più brutte del cristianesimo, una strage di massa di un intero popolo ritenuto eretico. Una pagina vergognosa fatta di sangue e persecuzioni, tanto che di recente Papa Francesco ha chiesto pubblicamente scusa, scuse poi accettate dalla comunità valdese. Siamo in Calabria, a Guardia Piemontese, il comune fondato dai valdesi occitani del Piemonte scappati dalle persecuzioni. Ne XII secolo ci furono delle violente persecuzioni che andarono a colpire la comunità valdese stanziata nelle valli occitane in Piemonte. Il movimento valdese detto “movimento dei poveri”, si rifaceva alle teorie del mercante Valdo da Lione, che si privò delle ricchezze per aiutare gli ultimi. I valdesi volevano una Chiesa povera che rinunciasse al potere politico, a ogni ricchezza e insistevano sul diritto di predicazione da parte dei laici detti “i Barba” lo zio in occitano. Ciò non piaceva alla Chiesa ed ai Principi Cattolici Locali e per questo iniziarono ad essere perseguitati dopo essere stati scomunicati per eresia. Arrivati in Calabria fondarono Guardia, inizialmente chiamata Lombarda perché tutti gli abitanti che venivano dal Nord erano chiamati Lombardi. Erano contadini, pastori, gente laboriosa, che si mise sin da subito a lavorare, praticando di nascosto la loro fede contrastata con la pena di morte dalla Chiesa di Roma. Mantennero i contatti con il paese d’origine da cui erano emigrati, Il comune di Bobbio Pellice in Piemonte, con cui oggi sono gemellati. Parlavano e parlano in occitano e vissero tranquilli per qualche secolo, fino al giorno in cui aderirono alla riforma protestante luterana. Guardia, arroccata sui monti, era inespugnabile, e fu presa con l’inganno come a Troia. Il 5 Giugno del 1561 fu commessa una delle stragi più atroci. Il feudatario Spinelli arrivò con 50 soldati, e altri 50 camuffati come prigionieri. Chiese di poterli rinchiudere nelle carceri. Una volta dentro, la notte, aprirono le porte all’esercito che compì una vergognosa Strage. Furono arsi vivi, scannati come maiali, gettati dalla torre. Oltre 2000 morti, nascosti dall’indifferenza. I superstiti vennero costretti ad abiurare la fede e abbracciare il cattolicesimo, senza mai smettere di parlare occitano. Il sangue di quei poveri innocenti colò lungo i vicoli fino alla porta principale del paese e alla piazza antistante, denominate in seguito “Porta del Sangue” e “ Piazza della Strage” . Per fortuna, quella strage non è stata mai dimenticata e oggi viene ricordata ogni 5 giugno nella giornata della memoria.