У нас вы можете посмотреть бесплатно Vite. Quando trapiantare? или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Terminata la vendemmia i vignaioli iniziano a pensare principalmente a due operazioni ovvero alla potatura invernale, che come abbiamo visto in altri video deve essere eseguita il più possibile tardivamente, e al trapianto delle barbatelle, nel caso debbano ovviamente essere realizzati nuovi impianti, che sono rese disponibili a partire da dicembre. Il trapianto delle barbatelle può indicativamente avvenire nel periodo compreso tra dicembre e maggio. Esiste però un periodo ottimale per questa operazione? In realtà l’epoca ottimale per il trapianto delle giovani viti varia in funzione del contesto climatico e delle caratteristiche del terreno sul quale andremo a realizzare il vigneto. Nel caso di terreni sciolti in ambienti caratterizzati da clima tendenzialmente siccitose e da inverni con temperature miti il trapianto può avvenire precocemente, nei mesi di dicembre e gennaio. Per contro, negli ambienti caratterizzati da terreni pesanti, ricchi di argilla (e quindi tendenzialmente freddi e asfittici), soprattutto se associati a climi piovosi, è consigliabile trapiantare tardivamente, ovvero in marzo e aprile. Il trapianto tardivo è sempre consigliato anche nel caso di ambienti caratterizzati da inverni particolarmente rigidi, con temperature che scendono al di sotto dei -10, -12 °C. Si deve considerare che l’asfissia radicale conseguente al ristagno è la principale causa di fallanze, cioè di moria delle barbatelle, per cui questa condizione deve essere evitata scegliendo l’epoca di trapianto più opportuna. A prescindere dall’epoca in cui viene eseguito il trapianto è sempre bene considerare che esso deve avvenire con terreno in condizioni tali da aderire il più possibile all’apparato radicale e consentire un rapido ed efficace attecchimento della giovane vite. Nel caso di trapianti tardivi in ambienti caratterizzati da andamento climatico siccitoso può essere necessario intervenire con una o più irrigazioni; questo perché la giovane vite vende a disidratarsi rapidamente dal momento che l’apparato radicale poco sviluppato, e quindi con limitate capacità di assorbimento, potrebbe non riuscire a compensare le perdite di acqua per traspirazione dalle giovani foglie. Le barbatelle, per poter garantire un attecchimento e un germogliamento ottimali, devono essere frigoconservate fino al momento del trapianto, ovvero conservate a una temperatura compresa tra zero e 4 °C, al buio e all’interno di sacchi di plastica contenenti torba umida al fine di evitarne la disidratazione. Soprattutto nel caso di trapianti tardivi o di trapianti in ambienti siccitosi può essere utile reidratare le barbatelle immergendole in acqua 24 ore prima del trapianto; la reidratazione non è necessaria per le messe a dimora precoci anche se comunque è da ritenersi una pratica utile. Nel caso di trapianti tardivi, ulteriormente procrastinati a causa del clima piovoso e dell’impraticabilità del terreno, non è il caso di farsi prendere dal panico: anche trapiantando in maggio o addirittura in giugno si può avere comunque un ottimo germogliamento, purché le piante siano correttamente conservate, e quindi ancora ferme dal punto di vista vegetativo, correttamente messe a dimora e se necessario irrigate. Riccardo Castaldi