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Proseguendo nella nostra scoperta della Liguria di Ponente, questa sera ci recheremo ad Andora e a Laigueglia per la nostra passeggiata serale sul lungomare. Andora è situata nella parte più occidentale della Riviera delle Palme, al confine con la provincia di Imperia, tra le insenature di Capo Mele (a levante) e Capo Mimosa (a ponente), alla foce del torrente Merula che l'attraversa. Le sue spiagge, che si estendono per circa 2 km, nella località di Marina di Andora sono considerate tra le più belle del ponente ligure. Il nome della città sarebbe legato ad una leggenda popolare, un racconto che narra la triste storia di Andalora. La leggenda vuole che il principe saraceno Al Kadir, durante una razzia lungo le coste liguri, vide la bella Andalora (che significa landa d'oro) e la volle rapire, legandola all'albero maestro della propria nave. Il promesso sposo di lei, Stefanello, nottetempo raggiunse la nave ormeggiata presso Capo Mele, ma nel vano tentativo di liberarla venne scoperto e ucciso. Andalora, per il dolore, e per non restare in mano dei Saraceni, si gettò in mare. Il sacrificio dei due giovani, sempre secondo la leggenda, spinse il principe Al Kadir a convertirsi alla fede cristiana. Da allora i due paesi limitrofi di Andora e Stellanello portano questi nomi in memoria dei due giovani. L’Isola di Gallinara, simile a una testuggine, si trova a circa un chilometro di distanza dalla costa, di fronte al comune di Albenga e deve il suo nome alle galline selvatiche che la popolavano in passato. Nel versante meridionale e orientale si trovano le falesie a strapiombo che ospitano una delle più popolose colonie di gabbiani reali del Tirreno settentrionale, oltre ai cormorani. L’isola è frequentata dagli appassionati di immersioni subacquee. Due sono i punti di maggiore interesse subacqueo: Cristo redentore o Punta Falconara, dove è possibile ammirare nel fondale una gigantesca statua di Cristo. L’immersione arriva a 18 metri e consente di ammirare alcune varietà di molluschi, tra le quali i nudibranchi. Punta Sciusciau, punto di immersione molto frequentato, arriva più in profondità, tocca i 30 metri, e negli abissi è possibile osservare cernie, murene, polpi e scorfani, ma anche spugne di grandi dimensioni. Per gli appassionati delle passeggiate l’isola offre ben dieci chilometri di sentieri da percorrere a piedi. Laigueglia è un piccolo borgo di mare, simile a molti paesi della Liguria, circondato dai comuni di Alassio e Andora. Esso si estende lungo la baia del Sole, delimitata tra Capo Santa Croce e Capo Mele. E’ il comune più piccolo della provincia savonese. La zona dall'XI secolo fu in possesso dei monaci benedettini dell'abbazia di San Martino dell'isola Gallinara. Tuttavia, le prime testimonianze scritte del territorio laiguegliese risalirebbero al XII secolo quando, dopo essere stato compreso nel Contado di Albenga, il feudo firmò nel 1191 un giuramento di fedeltà verso la Repubblica di Genova, che sottopose per suo conto ad un locale podestà la gestione amministrativa, economica e giuridica del borgo Abitato per lo più da pescatori, tra i secoli XII e XIII Per tutto il XV secolo e quello successivo il borgo costiero conobbe una fiorente attività legata alla marineria e al commercio e conseguentemente fu spesso preda degli assalti pirateschi, come peraltro accadde in molte località della riviera ligure. Tra gli sbarchi più efferati e disastrosi quelli compiuti dall'ammiraglio turco Dragut e da Khayr Al Din, detto il Barbarossa. Quest'ultimo, ammiraglio al servizio dell'imperatore Solimano, tentò l'attacco all'indifeso borgo di Laigueglia nel corso del 1543 sottoponendo la cittadina ad un furioso cannoneggiamento dal mare; furono le navi genovesi a scacciare la flotta turca, mentre gli abitanti avevano già preventivamente cercato rifugio lungo le colline e l'entroterra. Lo sbarco a terra fu invece più fortunoso al Dragut, nel 1546, che depredò il borgo e facendo un buon numero di ostaggi tra l'inerme popolazione: solo l'intervento del capitano Giulio Berno di Alassio portò ad un epilogo meno tragico dell'episodio piratesco. A seguito di questi episodi e di altri assalti lungo le coste del levante e del ponente ligure, il Senato della Repubblica di Genova promosse nei suoi territori una nuova politica di avvistamento e di difesa delle Riviere invitando le varie località costiere a munirsi di torri, di bastioni e di cinte murarie; a questo periodo risalirebbero i tre torrioni di Laigueglia, di cui solo quello lungo la marina è l'unico superstite. Anche il Seicento fu per il piccolo borgo laiguegliese un secolo proficuo nel settore commerciale-marittimo dove si assistette ad un accrescere del trasporto di olio d'oliva, di granaglie e di vino, con un traffico di oltre 100 bastimenti al mese.