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San Martino in Colle (da non confondere con la vicina San Martino in Campo, • Campane di San Martino in Campo (PG) ) nasce come gruppo di case costruite intorno ad una chiesa, l’antica Pieve di S.Martino, di cui si ha notizia nel 1163, quando viene citata in un diploma di Federico I, col quale l’imperatore accoglie sotto la sua protezione il Vescovo di Perugia. Inizialmente i "Dieci della Guerra", ovvero i dieci Magistrati che si occupavano della difesa della città di Perugia, fecero costruire intorno al piccolo nucleo di case un castello di forma quadrangolare, con mura, torri e bastioni come ornamento della collina, ma principalmente, visto il suo punto strategico, come sicurezza per la difesa contro gli attacchi della città di Todi. Nelle epoche successive la storia di S. Martino in Colle si intreccia con quelle dello Stato Pontificio e subisce le scelte e le decisioni politiche dei Papi. Prima delle guerre di Indipendenza che portarono all’unità d’Italia è importante ricordare un altro evento di carattere ecclesiastico: la visita pastorale del vescono Gioacchino Pecci, futuro papa Leone XIII, il quale il 27 maggio del 1859 dette ordine di edificare la nuova chiesa parrocchiale in onore di S. Martino vescovo di Tour, consacrata poi nel maggio del 1869 e facente parte delle 54 chiese “leonine”. L’attuale campanile risulta essere una torre di difesa, una delle sette torri dell’antico castello. Al suo interno è gelosamente conservato un orologio meccanico installato nel 1920 dai fratelli Terrile di Recco; venne parzialmente elettrificato nel 1970 (soltanto quanto riguarda la ricarica dei pesi) su progetto di Verecondo Lemmi e Paolo Tosti, sammartinesi. Nella cella campanaria vi è un concerto di 4 campane di diverse epoche: la più grande e antica venne realizzata dai fratelli Baldini nel 1825, anno in cui fusero anche tre campane per S. Maria Nuova in Perugia ( • Chiesa e Campane di Santa Maria Nuova... ), una per Montevibiano Nuovo e ancora un'altra a Boneggio; segue la seconda, fusa da Giustiniani nel 1885, anno in cui fuse anche la maggiore del santuario di Gualdo Tadino ( • Campane di Gualdo Tadino - Santuario ). Chiudono il concerto attuale due Colbacchini del 1971, probabilmente ottenute dalla rifusione di una precedente terza campana.