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270 – TORPIGNATTARA Cosa vi strimpello e cosa vi canticchio oggi, che è, come ben sapete, lunedì di rubrica? TORPIGNATTARA è il titolo ed è nientepopodimeno che la 270esima canzoncina che pubblico per il vostro piacevole (o l’esatto contrario) ascolto. Ecco a voi il TESTO: “Lì c’era una volta il mercato scoperto dove si andava a comprare la frutta e verdura per le famiglie che sul posto crescevano sane in un quartiere che dava l’idea di un paese speciale, chiamato benevolmente Torpignattara. Lì è nata e cresciuta tanta gente, che per salvarsi negli anni si è vista trasferirsi in altri quartieri considerati più sicuri dal punto di vista della locale sicurezza … perché a Torpignattara c’è stata scarsa convivenza. Nascono i suk e le moschee, libri coranici e tanti tasbih; nascono cibi come il couscous, e le odalische non hanno hijab, ma la convivenza è mancata. L’integrazione non si è mai vista presentata. La notte c’è il coprifuoco dichiarato, solo perché il territorio è abbandonato. Si, lo Stato se ne è fregato. Atti vandalici sono stati perpetrati, dove la droga viene spacciata a buon mercato, dove la mala controlla tutto da padrona. Altroché convivenza, si sospetta connivenza. Altroché convivenza, si sospetta connivenza. Uh! Torpignattara eri bella. Uh! Torpignattara eri bella.” FINE. Piaciuta? Bene. Ora posso passare a redigere il post sul quale dialogare … ovviamente sempre che vogliate. Chi vive a Roma, il titolo della canzone che propongo oggi sono sicuro che conoscerà abbastanza bene a cosa si riferisce; … ma a coloro i quali non dovessero essere di Roma … e siano rimasti casualmente incuriositi all’ascolto della mia “canzuncella” … dico che Torpignattara altro non è che un quartiere popolare sito nel quadrante Sud-Est della capitale. Sapete cosa sono le pignatte? No, non quelle in coccio utilizzate per l’edilizia, che volgarmente si definiscono con il termine “foratini” … ma quelle che anticamente erano utilizzate per trasportare i liquidi quali olio, vino e tante altre essenze considerate preziose. Quelle pignatte erano fatte anch’esse in coccio (ovvero di creta) e fungevano da vere e proprie damigiane per l’approvvigionamento da farsi con i lunghi tragitti. Trasportate non solo su carro, venivano impiegate come grandi contenitori anche sulle imbarcazioni. Non erano vere e proprie giare, giacché avevano alla base una lunga punta conica che permetteva di adagiarle, una di fianco alla pancia dell’altra pignatta, affinché si mantenesse ben saldo il “piede” al pavimento. Compattate ad arte sulla stiva, sopra di esse venivano impilate le altre che serravano ancora meglio il carico da trasportare sulle onde irte. E su questa seconda fila, un’altra ancora … fino a saturarne il volume dell’ambiente (la stiva). Bisogna ammettere che i romani erano ingegnosi. Non vorrei che pensaste che abbiano inventato solamente il pecorino … oggi ancora in uso nella produzione da farsi dai validi sardi che hanno saputo custodire il processo caseario da farsi … ma ci sono tante altre testimonianze tramandate ai giorni nostri che parlano di quale fosse l’ingegno del romano. La malta, per esempio, è una di queste. Il muro a nido di vespa e delle capriate particolari capaci di reggere sovraccarichi strutturali … non sono che alcuni esempi. Ma torniamo a parlare di Torpignattara. Il quartiere prende il nome proprio da questa specie di contenitore per liquidi trovati in vasta misura all’interno del Mausoleo di Elena (tra l’altro, verrà dichiarata in seguito santa dalla chiesa). Il mausoleo è ancora presente come rudere sulla via Casilina. Vi chiederete chi fosse sta Elena. Non era certo quella di Troia. Infatti, stiamo parlando del quarto secolo dopo Cristo. Quest’altra Elena altro non era che la madre dell’imperatore Costantino, famoso nella storia per aver legalizzato nel suo impero il libero culto religioso da professarsi. Capite? Le religioni non venivano discriminate. Uno poteva avere come culto, che ne so, il pelo pulito di germi … che la gente appartenente ad altre religioni e non … ne avrebbe dovuto rispettare il credo. In fondo, avere un mondo senza germi … non è con i vaccini, le medicine e quant’altro che si riuscirebbe ad ottenere … ma è con le dovute attenzioni volte all’igiene. Provate voi a non farvi mai un bagno, un bidet o a non lavarvi mai i denti … e poi ditemi a cosa sarete dovuti andare incontro. Ogni credo ha la sua valenza. Si, anche la Scienza è da considerarsi un credo … quando non la si sfrutta per propaganda volta ad arricchire le tasche di chi la cavalca. Però, mi domando: e che era da considerarsi essere un vaccino … quello che coattamente è stato distribuito durante l’ultima pandemia? Se per credo religioso deve essere considerato come tale anche la Scienza … allora si facciano il vaccino solo i suoi adepti o chi vorrà farselo credendo di ricevere l’immunità dalle malattie procurate con la stoltezza che c’è in giro. Ma andiamo avanti con Costantino, nel discorso. CONTINUA TRA I COMMENTI ...