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Questa settimana Leandro Maggi ha fatto tappa a Badia Polesine, una delle città storicamente più importanti dell’Alto Polesine. Il viaggio parte dall’Abbazia della Vangadizza, simbolo identitario del territorio, che affonda le sue radici attorno all’anno 1000. Un luogo carico di fascino e memoria, che nel corso dei secoli è stato punto di riferimento religioso e politico, tanto da attirare l’attenzione di imperatori, papi e grandi famiglie nobiliari. Accanto alla storia, Badia mostra un volto dinamico e contemporaneo. A raccontarlo è il sindaco Giovanni Rossi, al secondo mandato, che sottolinea come il tessuto sociale sia profondamente cambiato negli ultimi decenni: la città è cresciuta grazie al lavoro e al polo scolastico, diventando uno dei pochi comuni della provincia di Rovigo ad aumentare costantemente il numero di abitanti, oggi attorno ai 10.200. Badia si conferma anche un centro di riferimento per i paesi limitrofi, offrendo servizi, scuole e opportunità lavorative. Importante il ruolo del tessuto produttivo, con aziende che rendono il territorio attrattivo dal punto di vista economico e occupazionale. Sul piano culturale, spiccano la riapertura dell’Abbazia e il Teatro Sociale Balzan, definito la “piccola Fenice” del Polesine. Qui la cultura diventa strumento di identità e coesione, con stagioni teatrali che animano la vita cittadina da ottobre ad aprile. Grande spazio anche allo sport, in particolare al rugby: la Rugby Junior Badia, fondata nel 1981, rappresenta una delle realtà giovanili più solide del territorio, con oltre 170 tesserati e una forte connessione con la prima squadra. Infine, il valore del volontariato emerge con il CRAB, centro ricreativo per anziani che conta oltre 1100 soci e propone attività sociali, motorie e turistiche, diventando un vero punto di aggregazione. Badia Polesine si presenta così come una città che unisce storia, servizi e sviluppo, guardando al futuro con l’obiettivo di rafforzare il turismo lento e la qualità della vita. Una tappa che, come conclude Leandro Maggi, lascia il segno per la ricchezza e la vitalità del territorio.