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Villamarzana accoglie chi arriva con un segno indelebile della storia: il monumento dedicato ai 43 martiri, fucilati il 15 ottobre 1944 dalla violenza nazifascista. Un luogo di memoria che ricorda una delle pagine più tragiche del Polesine, oggi custodita anche nel Museo dei 43 Martiri, simbolo di resistenza civile e di sacrificio innocente. Ma Villamarzana non è solo dolore e ricordo: è anche una comunità viva, che guarda avanti senza dimenticare il proprio passato. Con i suoi circa 1.150 abitanti, il paese rappresenta un esempio di realtà rurale che, pur nelle difficoltà comuni ai piccoli comuni, conserva servizi essenziali e una forte rete associativa. Pro Loco, Avis, Aido, Canottieri, Auser, Biblioteca e Università Popolare animano la vita sociale, rendendo Villamarzanaun luogo dove si può ancora “vivere bene”. Tranquillità, vicinanza ai servizi e senso di comunità emergono chiaramente anche dalle voci dei cittadini, molti dei quali non cambierebbero il paese per nessun altro luogo. Il sindaco Daniele Menon, al suo primo mandato ma di grande esperienza amministrativa, racconta un’amministrazione che ha puntato sul rafforzamento dell’organico comunale, sulla progettazione e sulla digitalizzazione dei servizi, senza dimenticare il supporto alla popolazione anziana. Centrale resta anche la valorizzazione della memoria storica: dall’eccidio dei 43 martiri al legame con Giacomo Matteotti, unico comune in cui fu sindaco, oggi ricordato nell’intitolazione della sala consiliare. Accanto alla storia, Villamarzana guarda al futuro: infrastrutture strategiche, vicinanza alla superstrada e potenzialità industriali la rendono un nodo importante per il territorio. Tra sfide ambientali, sviluppo economico il paese punta a crescere senza perdere la propria identità. Una piccola comunità del Polesine che, tra memoria e progettualità, prova a costruire il proprio domani.