У нас вы можете посмотреть бесплатно Via Eötvös Dimai - Tofana di Rozes - via d'arrampicata - Capazin Marta Carlo. Itinerario classico. или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Itinerario classico che sale al centro la complessa parete sud della Tofana. È considerata una delle più belle vie della parete in ambiente grandioso. Nonostante le difficoltà non elevate richiede esperienza e un buon allenamento visto l’elevato sviluppo. Accesso generale Da Cortina si sale in auto verso il Passo Falzarego, superata la frazione di Pocol; dopo alcuni tornanti, si incontra sulla destra il bivio (indicazioni) da dove parte la stretta strada che sale al rifugio Dibona, ai piedi della Tofana di Rozes. Accesso Dal rifugio Dibona seguire il sentiero n. 442 che attraversa sotto la parete sud. L'attacco é sulle rocce bianche poste alla base della parete di destra della grande gola colatio che scende dall’anfiteatro centrale. Discesa Si effettua a piedi lungo la via normale che scende prima verso nord poi verso est fino al rifugio Giussani. Partimmo facilmente e velocemente. Era bello salire in tre: quando si sale in due ci si vede poco, solo al momento dell’arrivo alla sosta. In tre, invece, avevo sempre qualcuno con cui parlare, e questo mi aiutò molto a scaricare la tensione. Mentre salivamo, qualche nube avvolse la montagna, dandole un’aria più misteriosa, ma anche limitando le vedute eccezionali che quella salita riserva. La parete è veramente gigantesca, e le nubi la rendevano un po’ spettrale. Ma questa sensazione svanì con il raggiungimento della parte alta dell’arrampicata. Forse il passaggio più famoso è un lungo traverso (circa 50 metri) molto esposto su un muro diritto che cade 600 metri sotto i piedi. Il traverso non era molto difficile, ma molto eccitante per la sua posizione, anche se le nuvole nascondevano in parte la veduta. Dopo il traverso, gli ultimi tiri sembrarono molto più difficili, forse perché la fatica cominciava a farsi sentire veramente! Una peculiarità della Dimai-Eötvös è che la fine della scalata non è la fine dell’ascesa. Rimangono circa 200 metri di salita libera lungo lo spigolo della montagna. L’ultimo breve segmento, per raggiungere il sentiero che permette la discesa dalla cima, richiede l’attraversamento della parte alta di un ghiaione molto ripido e instabile che precipita fino alla base della montagna, dal lato della valle Travenanzes. Dopo aver raggiunto il sentiero, ci incamminammo verso il ritorno. A metà strada, l’obbligatoria sosta al Rifugio Giussani. Lì fummo accolti dal gestore, lui stesso un esperto montanaro, che elegantemente ci chiese: “Da dove viene questo gruppo con due delle migliori guide di Cortina?”. Alla nostra risposta sembrò dare un segno di apprezzamento: la Dimai-Eötvös è una scalata seria! Tutto grazie al grande amico Capazin!