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Ha debuttato al Teatro Bellini di Catania OTELLO di Giuseppe Verdi. Nelle interviste: FABRIZIO CARMINATI - Direttore D'orchestra GREGORY KUNDE - Otello LANA KOS - Desdemona FRANCO VASSALLO - Jago LINO PRIVITERA - Coreografo Il grande ritorno di Otello di Verdi al "Bellini" di Catania ... In scena al Teatro Bellini di Catani "Otello". Musica di Giuseppe Verdi. Opera in 4 atti, su libretto di Arrigo Boito. Direttore Fabrizio Maria Carminati. Una produzione originale dell'Opéra de Monte-Carlo. Regia ripresa da Zaza Agladze. Scene Bruno De Lavenère. Costumi Ester Martin Garrido. Coreografie Lino Privitera. Maestro del coro Luigi Petrozziello. Coro di voci bianche InCanto, direttore Alessandra Lussi. Allestimento Opera Nazionale Tbilisi. Tre "grandi" si incontrano in questa opera rappresentata alla Scala il 5 febbraio del 1887 – molto tempo dopo Aida del 1871, e la penultima di Verdi prima del Falstaff – Otello: Giuseppe Verdi, appunto, nel pieno della sua maturità artistica, l'ispiratore Shakespeare e il librettista Arrigo Boito, esponente di spicco della Scapigliatura. Verdi operò malvolentieri alcune modifiche alla partitura per la versione francese del 1894 aggiungendo le danze ("Nel furor dell'azione interrompere per un'azione !!!") secondo la convenzione francese, preferendo il flusso musicale continuo, per alcuni di ispirazione wagneriana con "recuperi" dalla tradizione (recitativo, caballetta, quartetto …). Il contesto ci riporta alle numerose guerre che tra XV e XVI secolo furono combattute tra Venezia e i musulmani per la conquista di Cipro e Rodi. L'azione si svolge in una città di mare nell'isola di Cipro, che l'ultima regina, Caterina Cornaro, aveva ceduto a Venezia. Al centro c’è Otello, il "Moro" (per famiglia o per la pelle scura ?) che Giovanni Pasqualino, nel suo ampio e puntuale saggio, individua nel patrizio Cristoforo Moro sposo della figlia di Cosmo Pasqualigo. La vicenda è tratta da una novella cinquecentesca (1565) di Giraldi Cinzio. La trama, come è ben noto, si svolge tra Roderigo, infatuato dell'innocente Desdemona (Dio ti giocondi, o sposo) che ama il gelosissimo marito Otello (Dio ! mi potevi scagliar), Cassio e l'invidioso Jago - il male assoluto: "Credo in un Dio crudel !" – che tesse la mefistofelica tela di ragno della menzogna, del sospetto, della vendetta e dell'inganno fino a giungere al tragico epilogo preceduto dall'Ave Maria della vittima. Dal primo incontro tra Boito e Verdi, a Parigi a casa di Rossini, al 1861, al nostro Otello sarebbero passati 26 anni: "Verdi trovò in Boito il suo poeta ideale, come Bellini lo aveva trovato in Romani" anche se sulla partitura di Boito, Verdi volle riflettere ben cinque anni, dal 1881 al 1886. Nelle interviste rilasciate alla nostra redazione, Il direttore d'orchestra Carminati ha dichiarato di sentirsi onorato del suo impatto con quest'opera che comprende tutte le componenti verdiane raggiungendo la vetta più alta nella sua fluvialità. Per Gregory Kunde, Verdi con la drammaticità di quest'opera apre la porta a Puccini. Elogia inoltre Carminati e la compagnia tutta insieme a Lana Kos che confessa la sua emozione benché abbia interpretato il ruolo di Desdemona già ben 12 volte. Franco Vassallo si è voluto immergere nel ruolo di Jago, personaggio chiave del male e dell'ingannevole perfidia che tecnicamente prevede una vocalità meticolosa, perfetta e caratterizzata da scale cromatiche. Infine il coreografo, Lino Privitera, si è dichiarato felice di poter reinserire le parti ballabili che Verdi aveva composto per Parigi, e che non conosceva, e di inquadrarle in una scenografia che non le prevedeva. Il pienone di pubblico è stato il primo segno del successo di quest'opera verdiana applaudita a lungo anche a scena aperta. Una sfida dopo quasi un quarantennio di assenza dalle scene catanesi !!! Silvana Raffaele