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Su IlSussidiario.tv, il Generale Maurizio Boni, analista militare, ha offerto una lettura critica e disincantata dell'attuale fase del conflitto in Ucraina, soffermandosi in particolare sul significato reale della recente tregua annunciata dagli Stati Uniti e accettata temporaneamente da Mosca. Secondo Boni, il cessate il fuoco promosso da Donald Trump non ha mai riguardato le operazioni militari sul fronte, ma esclusivamente gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine. Vladimir Putin avrebbe aderito per una sola settimana, sospendendo i bombardamenti sulla rete elettrica come gesto di mera disponibilità politica, senza alcuna ricaduta concreta sull'andamento della guerra. Il risultato, ha spiegato il generale, è che l'Ucraina resta comunque in una condizione di quasi totale collasso energetico, mentre le operazioni militari proseguono senza sostanziali cambiamenti. Analisi strategica russa Boni ha sottolineato come la Russia continui a considerare la soluzione militare l'unica strada percorribile per imporre le proprie condizioni, rendendo la tregua un atto simbolico utile più alla narrativa diplomatica che a una reale prospettiva di pace. Sul piano europeo, l'analisi si è concentrata sulle contraddizioni dell'Unione: da un lato l'enfasi sulle sanzioni, dall'altro la persistente dipendenza da fertilizzanti e gas russi, oltre alla circolazione indiretta di componenti tecnologiche utilizzabili per scopi militari. Sanzioni ed efficacia dei controlli Gli arresti recenti in Germania per violazione delle sanzioni, secondo Boni, rappresentano più un segnale politico che la prova di un sistema di controllo realmente efficace. L'Europa, ha concluso, continua a muoversi tra dichiarazioni di principio e compromessi di fatto, senza incidere realmente sulle dinamiche del conflitto. #Ucraina #GuerraUcraina #RussiaUcraina #Geopolitica #SanzioniUE