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MORBEGNO (Sondrio) Chiesa di S. Martino Ufficio dei defunti (Lodi), cantato dalla Confraternita della B. V. Assunta prima della S. Messa in occasione dell’ottavario dei defunti. Data della registrazione: lunedì 7 novembre 2016. BREVI CENNI STORICI Il filmato propone l’ascolto dell’officiatura cantata presso la chiesa di S. Martino in Morbegno (SO) da parte della confraternita dell’Assunta, in occasione dell’ottavario dei defunti. Le due confraternite di Morbegno, quelle dell’Assunta e del SS.mo Sacramento, sono rimaste le uniche realtà confraternali della provincia (e della regione) a mantenere ancora viva ai giorni nostri l’usanza del canto corale dell’Ufficio Divino prima delle celebrazioni festive che hanno luogo nelle chiese dove le rispettive confraternite hanno sede. Già nel XV secolo la confraternita dei disciplini (diventata poi dell’Assunta) si riuniva per la celebrazione dell’Ufficio. Dopo il Concilio di Trento si ebbe la più importante riforma dell'Ufficio Divino, confluito nella stesura di un apposito libro, ovvero il “Breviario romano” promulgato dal papa S. Pio V nel 1568. La recita dell’Ufficio Divino era obbligatoria per il clero, secondo la ripartizione temporale delle Ore canoniche in uso fin dai primi tempi della Chiesa e poi divenuta parte integrante della vita degli ordini monastici. Accanto alla preghiera ufficiale del clero si svilupparono delle forme semplificate dell’Ufficio Divino, in particolare l’Ufficio votivo della Beata Vergine Maria e l’Ufficio dei defunti, ad uso soprattutto delle realtà laicali come le confraternite. La fortuna di queste officiature votive si deve proprio alla capillare diffusione di questi sodalizi, che fiorirono numerosi nell’epoca della Controriforma in tutti i paesi della provincia, seguendo la forte impronta riformatrice del laicato promossa in particolare da S. Carlo Borromeo. Il canto corale dell’Ufficio da parte delle confraternite, che raggruppavano buona parte degli abitanti dei nostri paesi, anticipava così di quasi quattro secoli quanto il papa S. Paolo VI sanciva nella costituzione apostolica “Laudis canticum” del 1970, mediante la quale raccomandava ai laici la celebrazione comunitaria di particolari ore dell’Ufficio Divino quale modalità di espressione dell’unità della Chiesa. I TESTI E LE MELODIE L’Ufficio dei defunti è basato sui testi in latino, secondo la vulgata di S. Gerolamo che rimase in uso fino alla riforma voluta da Pio XII nel 1945. Il canto dell’Ufficio procede seguendo le rubriche della bolla “Divinu Afflatu”, emanata dal papa S. Pio X nel 1911. Viene omesso l’incipit e il priore intona subito l’antifona “Exsultábunt Domino ossa humiliáta” con il salmo 50 “Miserére”. Si cantano in modo consequenziale cinque salmi con le antifone duplicate. Vengono omessi il canto del capitolo e dell’inno, sostituiti dal versicolo a cui segue il cantico Benedictus. Il priore intona il “Pater noster”, a cui segue il canto del “De profundis”. L’officiatura si conclude con l’orazione prevista a suffragio di tutti i defunti. Il canto dell’Ufficio viene eseguito attingendo da un variegato quanto antico repertorio musicale, che spazia dalle melodie gregoriane alle melodie popolari. E’ da registrarsi la preponderanza di quest’ultimo genere musicale, secondo una polifonia spontanea che procede principalmente per terze parallele, tipica del canto popolare profano che ha trovato accoglimento anche all’interno delle celebrazioni liturgiche. Il felice connubio tra Liturgia e canto popolare, da sempre espressione di una forte identità collettiva, permette di ascoltare ancora ai giorni nostri, in diversi paesi della provincia, una genuina espressione di religiosità popolare che ha superato indenne il tempo e i profondi cambiamenti sociali. La confraternita dell’Assunta continua tutt’oggi questa tradizione, antica di quasi cinque secoli, consapevole dell’importanza storica, religiosa, liturgica, musicale e culturale che rappresenta il canto dell’Ufficio, espressione ancora viva ed efficace di quella forma di religiosità popolare che, fino a cinquant’anni fa, ha plasmato l’identità più profonda e autentica dei nostri paesi e del nostro territorio. 00:15 Salmo 50 - Miserére 05:26 Salmo 64 - Te decet 08:17 Salmo 62 - Deus, Deus meus 10:40 Cantico di Ezechia (Isa 38:10-24) - Ego dixi: 13:47 Salmo 150 - Laudáte Dóminum in sanctis eius 14:58 Versicolo 15:08 Benedictus (Luc. 1:68-79) 18:06 Salmo 129 - De Profundis 19:33 Oremus Per il testo dell’Officiatura: cliccare il link: https://divinumofficium.com/ selezionare il dispositivo utilizzato (desktop/mobile) In fondo alla pagina compaiono quattro colonne, per le varie opzioni. Si consiglia di: impostare “all” nella 1^ colonna, impostare “Divinu Afflatu” nella 2^ colonna, impostare “Italiano” nella 3^ colonna per la traduzione del testo, altrimenti lasciare“Latin”, impostare “Defunctorum” nella 4^ colonna, poi cliccare l’ora canonica “Laudes” al centro della pagina: apparirà il testo.