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Pippo Barzizza, ospite di Gorni Kramer nella trasmissione "Buone Vacanze" (1959), dirge "I can't give you anything but love". Suo l'arrangiamento per grande orchestra. Da notare che il Maestro dirige senza partitura; e anche senza bacchetta. A questo proposito ci piace citare alcune sue osservazioni e ricordi tratte dai suoi appunti. "Dirigere una grande orchestra non è così semplice come potrebbe sembrare. Intanto è necessario avere una grande confidenza con le varie "sezioni"; e in questo io sono stato aiutato dalla mia conoscenza e padronanza di vari strumenti. Così gli archi per me non hanno misteri (il violino è stato il mio primo strumento, a sette anni me la cavavo già piuttosto bene); così i fiati, in particolare i sax di cui padroneggiavo l'intera sezione, con una predilezione per il sax tenore e il contralto; così gli strumenti a corda (sono stato un suonatore di banjo, molto ricercato); e poi il pianoforte, di cui mi sono impadronito da autodidatta e che ho perfezionato con il Maestro Angeleri, la "fisa", le percussioni (con la batteria me la cavavo piuttosto bene, e che ho anche suonato occasionalmente in orchestra). Insomma avevo una "visione" molto chiara della potenzialità di una orchestra, piccola o grande che fosse. Ho imparato a dirigere da autodidatta: e quello che sto per raccontarvi è la pura verità. Allora: come ho già avuto modo di scrivere, la mia mamma era una sarta molto brava; e nel laboratorio c'era un grande specchio a tre ante che la Signora Fortunata usava per le sue clienti quando provavano i vestiti. Ogni volta che potevo, me ne impadronivo; preparavo sul fonografo a cilindri una "fila" di incisioni, di ogni genere: romanze di opere popolarissime, brani isolati "senza voci", e ancora brani tratti dalle operette più in voga. Mi vestivo come se dovessi suonare in orchestra; mi guardavo nel grande specchio studiando gesti e atteggiamenti; e puntuale, su ogni "attacco", iniziavo la direzione del brano musicale che avevo scelto, naturalmente a memoria. Alcuni pezzi erano tutt'altro che facili! Ricordo ancora molto bene l'inizio dell'intermezzo de "L'amico Fritz"; nel mio repertorio era uno di quei brani che -- con il violino -- suonavo più volentieri. Ecco, così ho imparato a "dirigere" l'orchestra. Io poi ho sempre diretto con delle bacchette piuttosto lunghe: si fa meno fatica, specialmente in concerto o nelle lunghe sessioni per la registrazione dei dischi. Tuttavia in carriera ho visto delle autentiche celebrità dirigere con delle bacchettine lunghe appena 25 centimetri. Io so benissimo che non è solo la lunghezza della bacchetta che conta, perché anche le braccia hanno il loro valore, eccome! Mi è capitato di dirigere importanti programmi, con il pubblico in sala, senza bacchetta, e ho constatato che si può dirigere benissimo, solo che è molto più faticoso, specialmente se lo spettacolo è particolarmente lungo. Giusto per fare un esempio: eravamo al Teatro Municipale di Salerno per uno spettacolo radiofonico, nel 1953, se ben ricordo. Grandissimo successo e una insistente, pittoresca richiesta di un "bis"; ma i "bis" in RAI non erano concessi, anche per ragioni di orario. Il pubblico però ignorava i gesti negativi del presentatore, in quella occasione Nunzio Filogamo, il quale indicava insistentemente il suo orologio. Niente da fare, il pubblico rumoreggiava, e alla fine ottenne il bis di un pezzo di cui avevo fatto anche l'arrangiamento: "Luci della Ribalta" di Chaplin, il "leit motiv" dell'omonimo film, brano in quel momento particolarmente famoso. Bene, avevo diretto senza bacchetta per l'intero concerto e alla fine ero davvero esausto (il mio papà aveva delle braccia molto muscolose e forti - ndr.) L'archivio audio/video della famiglia Barzizza è gestito e curato da Eros D'Antona; Il canale YouTube è gestito e curato da Roberto D'Antona; I filmati sono stati recuperati in collaborazione con AGVIDEO;