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Il Tribunale di Agrigento ha condannato due imputati e ne ha assolti cinque al processo ordinario “Kerkent”, frutto dell’omonima operazione antimafia. Il servizio di Angelo Ruoppolo. Il Tribunale di Agrigento, prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta “Kerkent” sulla riorganizzazione della famiglia mafiosa di Agrigento, sfociata nella maxi operazione del 4 marzo del 2019 con 32 arresti ad opera dalle Direzione investigativa antimafia in collaborazione con i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento. In abbreviato il 3 ottobre del 2024 la Cassazione ha reso definitive 14 condanne. Adesso il verdetto interessa 7 imputati a processo ordinario in pendenza tutti di condanna dai 6 ai 18 anni di carcere. Invece sono stati inflitti 13 anni di reclusione ad Angelo Cardella, 54 anni, e 6 anni a Pasquale Capraro, 35 anni. E sono stati assolti: Angelo Iacono Quarantino, 34 anni Francesco Luparello, 52 anni, Gabriele Miccichè, 36 anni, Saverio Matranga, 48 anni, e Calogero Trupia, 40 anni. Le indagini sono ruotate intorno alla presunta riorganizzazione della famiglia mafiosa di Agrigento capeggiata da Antonio Massimino, che sarebbe stato al timone di un fiorente mercanteggio di droga. Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero, Claudio Camilleri, tra l’altro ha affermato: “L’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga operante in provincia di Agrigento è stata diretta dal boss Massimino. Il gruppo criminale è stato un’associazione perché ciascuno ricopriva un determinato ruolo con una cassa comune e dei luoghi specifici dove avvenivano riunioni o nascosta la droga, proveniente dalla Calabria o da Palermo”.