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Sono partita con un po' d'ansia quest'anno a causa della situazione turbolenta tra Israele e Iran da una parte e Azerbaijan/Nagorno Karabakh dall'altra, essendo essi territori confinanti alla nostra destinazione. Ma grazie a Dio è andato tutto bene. Anzi, di più: abbiamo lasciato il freddo di Malpensa e abbiamo trovato una -anomala - calda primavera, con una colorata esplosione di fioritura di prugni e albicocche. Siamo arrivati in un giorno molto particolare per il popolo armeno. Infatti il 24 aprile è il giorno in cui commemorano il genocidio del 1915 a opera dell'impero ottomano. Un milione e mezzo di persone - uomini, donne, bambini - barbaramente trucidate. E se il pellegrinaggio contemplava la visita ai monasteri più famosi, la visita al memoriale del genocidio alla fine resterà la più toccante. Ma partiamo dall'inizio: 1° giorno. Siamo arrivati a un' ora impossibile per la nostra quotidianità, le 5 del mattino in hotel. Due ore di riposo e subito colazione che merita un plauso per la ricchezza, e ciò bastava per cominciare l'avventura. La giornata è iniziata con la visita alla grande cattedrale di Yerevan, dedicata a San Gregorio Illuminatore, sulle quali "orme" è programmato il nostro pellegrinaggio C'era in corso la celebrazione di commemorazione delle vittime del genocidio del 1915. Qui abbiamo incominciato a scoprire le liturgie della chiesa cattolica d'oriente: il sacerdote che celebra rivolto all'altare, incensamenti e benedizioni continue, lunghi tempi, almeno due ore e mezza la durata della celebrazione. Da qui un salto alla collina panoramica sulla città, dove si trova la grande statua della Madre Armenia, realizzata in rame, alta 22 metri. (Fino al 1962 lì c'era la statua di Stalin). A seguire il primo incontro con la cucina Armena, dolcissimo: all'ingresso del locale fanno le torte tipiche, il cui profumo si espande per tutto il ristorante 😊. Nel pomeriggio la visita alle "Cascade" un museo di opere d'arte a cielo aperto, un vero gioiello architettonico che inizia nel parco e si "arrampica" su terrazze dislocate lungo 500 scalini. La vista sulla città che si presenta a chi arriva in cima, sarebbe veramente impareggiabile, con il Monte Ararat come sfondo...se non vi fosse la foschia a coprirlo.... Il primo giorno termina con la celebrazione della messa in hotel e la cena in un ristorante tipico. Fine 1a puntata