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Nel corso di un'intervista rilasciata a IlSussidiario.tv, Carlo Vallotto, analista tecnico-finanziario e trader indipendente specializzato nei mercati delle materie prime, ha approfondito le dinamiche che stanno interessando oro, petrolio e l'intero comparto delle commodities, inserendole in un quadro macroeconomico e geopolitico più ampio. Vallotto ha spiegato come il rallentamento simultaneo di oro e petrolio rappresenti due facce della stessa medaglia, fortemente influenzate dall'andamento del dollaro. Il rafforzamento della valuta statunitense, sostenuto dalla politica monetaria americana, tende infatti a esercitare una pressione negativa sulle materie prime, in particolare sui metalli preziosi. Tuttavia, l'analista ha chiarito che l'attuale fase di debolezza non può essere attribuita a una singola causa, ma è il risultato di una concatenazione di fattori che ha innescato un sell-off generalizzato, coinvolgendo gas, rame e altri asset del settore. Secondo Vallotto, per comprendere davvero l'evoluzione di questi mercati è necessario adottare una visione sistemica, capace di collegare l'andamento delle materie prime ai mercati azionari, alle dinamiche valutarie e alle tensioni geopolitiche internazionali. L'analisi dei dati macroeconomici, come l'inflazione e l'occupazione negli Stati Uniti, resta centrale perché incide sulle decisioni della Federal Reserve e, di riflesso, sull'intero scacchiere finanziario globale. Guardando alla fase attuale, l'analista ha sottolineato come, dopo movimenti così violenti, i mercati abbiano bisogno di una pausa. È probabile una fase di stabilizzazione e lateralità, utile agli investitori istituzionali per valutare il reale valore di oro, petrolio e metalli industriali. In questo contesto, Vallotto non esclude che il recente crollo possa trasformarsi in un'opportunità di riaccumulo, ma solo dopo un'attenta valutazione degli scenari futuri e con un approccio improntato alla massima cautela. #materieprime #oro #petrolio #dollaroUSA #mercatiglobale #investimenti